Bosnia-Italia, è il giorno decisivo per il Mondiale: probabili formazioni e dove vederla
Bosnia-Italia, il momento della verità: la notte decisiva per tornare ai Mondiali
Dodici anni di attesa. Due eliminazioni consecutive dalle qualificazioni. Una nazione intera con il fiato sospeso. Questa sera alle 20:45, allo Stadion Bilino Polje di Zenica, gli Azzurri di Gennaro Gattuso si giocano tutto in una sola partita: chi vince vola in Canada, Stati Uniti e Messico per il primo Mondiale a 48 squadre della storia. Chi perde resta a casa.
L'Italia ha eliminato l'Irlanda del Nord in semifinale con un netto 2-0, firmato dai gol di Sandro Tonali e Moise Kean. Gli Azzurri non partecipano a un Mondiale dal 2014, quando la squadra di Prandelli uscì nella fase a gironi contro l'Uruguay. Da quel momento, solo buio: eliminazione ai playoff da parte della Svezia nel 2018, poi la beffa della Macedonia del Nord nel 2022. Stasera c'è l'ultima chance per riscrivere una storia che pesa come un macigno.
Dall'altra parte c'è una Bosnia agguerrita e motivata oltre ogni limite. I bosniaci hanno superato il Galles a Cardiff ai rigori, con Edin Džeko che all'86° ha pareggiato il gol di Daniel James e spianato la strada alla lotteria dagli undici metri. Una qualificazione sudata, ma meritata, che ha infiammato un Paese intero. Non è un caso la scelta dello stadio di Zenica: la Bosnia ha vinto qui 10 partite su 13 disputate, e i residenti dei palazzi che affacciano sull'impianto hanno persino affittato i propri balconi ai tifosi sprovvisti di biglietto, pur di contribuire a creare un clima incandescente.
La vigilia è stata attraversata anche da un filo di polemica, poi rientrata. L'esultanza di Dimarco e di altri azzurri alla qualificazione bosniaca aveva sollevato qualche mugugno. Ma Džeko ha sgonfiato tutto in conferenza stampa, confermando che Dimarco gli ha scritto per chiarire e che non ci sono problemi. Gattuso ha chiuso il caso con una frase secca: "Siamo stati stupidi noi a farci del male da soli. Sono stupidate."
Il ct azzurro è arrivato a Zenica con la tensione giusta e le idee chiarissime. "Si vive per notti così — ha detto a Sky Sport — se non hai queste sensazioni devi smettere di giocare o di allenare. Ci giochiamo tanto, sono due Mondiali che non partecipiamo, dobbiamo buttare tutto in campo." E sulla prospettiva di un altro fallimento: "Sarà una mazzata importante. Mi devo assumere le mie responsabilità perché sono il ct, ma ne parliamo dopo."
Tra le otto squadre europee ancora in corsa per un posto al Mondiale, l'Italia è quella che ha segnato più gol (23) e tentato più conclusioni (193) in tutto il percorso di qualificazione. Dall'altra parte, sempre in questo gruppo, la Bosnia è la nazionale che ha subito più tiri (98). I numeri raccontano di una sfida potenzialmente aperta, con gli Azzurri favoriti ma tutt'altro che tranquilli. In caso di qualificazione, l'Italia entrerebbe nel Gruppo B con Canada, Qatar e Svizzera. Un girone teoricamente alla portata. Ma prima bisogna arrivarci.
Arbitrerà il francese Clément Turpin, al VAR il connazionale Jérôme Brisard. In caso di parità al 90' si va ai supplementari e, se necessario, ai rigori. Non c'è vantaggio del gol in trasferta, non c'è ritorno. È tutto qui, tutto stasera.
Bosnia-Italia, le probabili formazioni: le scelte dei due ct
Due allenatori agli antipodi per carattere e stile, uniti stasera dalla stessa pressione: portare il proprio Paese al Mondiale. Da una parte Gennaro Gattuso, arrivato alla sua ottava panchina con la Nazionale italiana con un ruolino di tutto rispetto — sei vittorie in sette partite — e soprattutto con le idee limpidissime su chi mandare in campo. Dall'altra Sergej Barbarez, vecchia conoscenza del calcio tedesco e bosniaco, un ex attaccante dalle fiammate improvvise trasformatosi in allenatore paziente, preparato, capace di "entrare nell'anima dei giocatori" come ha detto lo stesso Gattuso in conferenza.
L'Italia di Gattuso: certezze e un sistema collaudato
Il ct azzurro non ha dubbi di formazione né problemi legati agli infortuni. La struttura è quella del 3-5-2 che ha funzionato contro l'Irlanda del Nord, con pochissime variazioni. Fra i pali ovviamente Donnarumma, capitan indiscusso e simbolo di questa Nazionale. La difesa a tre è confermata con Mancini e Calafiori come braccetti ai lati di Bastoni, centrale di riferimento. Sulle corsie agiranno Politano a destra e Dimarco a sinistra, con la regia affidata a Locatelli e la diga di centrocampo completata dall'energia di Barella e dal tasso tecnico di Tonali. In avanti la coppia Kean-Retegui, con Esposito pronto a subentrare per dare freschezza e imprevedibilità.
Gattuso ha costruito questa squadra sulla solidità e sul sacrificio collettivo, non sulla bellezza del gioco. Lo ha ammesso lui stesso: "Sette mesi fa non eravamo questi. Siamo migliorati sulla solidità, preferisco che la squadra sia più solida pur perdendo qualcosa in brillantezza. Se siamo meno belli non è un problema." Un pragmatismo figlio delle sue stagioni al Napoli e all'Hajduk Spalato, dove ha imparato a conoscere anche la mentalità balcanica che stasera troverà di fronte.
Probabile formazione Italia (3-5-2): Donnarumma; Mancini, Bastoni, Calafiori; Politano, Barella, Locatelli, Tonali, Dimarco; Kean, Retegui. CT: Gennaro Gattuso.
La Bosnia di Barbarez: un solo dubbio, due piani di gioco
Barbarez arriva alla finale con il merito di aver portato una nazionale non di primo piano fino a giocarsi tutto in una sfida secca. Il ct bosniaco ha costruito una squadra fisica, compatta, capace di soffrire e ripartire. Lo schema base è il 4-4-2 con Džeko e Demirovic davanti, coppia pericolosa per fisicità e tecnica. Il portiere Vasilj, i difensori Katic, Muharemovic e Kolasinac (dell'Atalanta), gli esterni Memic e Bajraktarević sono tutti confermatissimi.
L'unico reale dubbio riguarda la posizione di mezzala: Tahirović, ex Roma, ha deluso contro il Galles e rischia di cedere il posto a Hadžiahmetović. Esiste anche un'ipotesi più offensiva, con Alajbegović ala sinistra dal primo minuto, ma è considerata più remota. Barbarez in conferenza ha lasciato intendere che la chiave tattica dipenderà dall'andamento: "Piano B? Se segniamo e siamo avanti 1-0, parcheggiamo l'autobus da una parte. Sennò lo parcheggiamo dall'altra." Una battuta, certo, ma che fotografa l'approccio opportunista di una squadra che sa adattarsi.
Il vero jolly bosniaco risponde al nome di Edin Džeko. A quasi 40 anni, l'attaccante dello Schalke è l'anima tecnica e spirituale di questa nazionale. In conferenza ha voluto ricordare il legame storico tra i due paesi: "L'Italia è venuta a giocare in amichevole dopo la guerra in Bosnia nel 1996. Per questo siamo sempre grati. Poi nei novanta minuti ci sarà una guerra. Dopo, amici come prima." Parole che mescolano rispetto e determinazione, da uomo che conosce l'Italia meglio di chiunque, avendoci giocato a Roma, all'Inter e alla Fiorentina.
Probabile formazione Bosnia ed Erzegovina (4-4-2): Vasilj; Dedic, Katic, Muharemovic, Kolasinac; Bajraktarevic, Hadziahmetovic, Sunjic, Memic; Demirovic, Džeko. CT: Sergej Barbarez.
Dove vedere Bosnia-Italia
La partita sarà trasmessa in diretta e in chiaro su Rai 1, con streaming gratuito disponibile su RaiPlay da qualsiasi dispositivo. Su Tuttonapoli.net troverai ampio pre e post-partita con tutti gli approfondimenti