.

Pause idratazione, Klopp attacca la Fifa: "Non tutelano i giocatori, servono agli sponsor"

di Antonio Noto

L'ex allenatore del Liverpool e del Borussia Dortmund Jurgen Klopp rompe il silenzio e critica apertamente la decisione della FIFA di introdurre le pause per l'idratazione in tutte le gare del Mondiale, indipendentemente dalle condizioni climatiche. Il tecnico tedesco ritiene che la misura, presentata come uno strumento per tutelare la salute dei calciatori, nasconda in realtà fini prettamente commerciali:“Queste presunte pause per il caldo ci sono state vendute come uno scudo per il benessere dei giocatori, una nobile arma contro le alte temperature. In realtà non sono altro che una gabbia dorata costruita per gli sponsor”.

Il caso della gara inaugurale

Le principali polemiche sono scoppiate dopo la partita inaugurale del torneo, sospesa al 24' per permettere ai calciatori di idratarsi nonostante a Città del Messico la temperatura fosse di soli 23 gradi, un dato ritenuto ben lontano da condizioni climatiche critiche. Nei tre minuti di interruzione, Fox Sports ha mandato in onda una lunga serie di spot pubblicitari, tra cui quello di Powerade, sponsor ufficiale della FIFA, oltre a messaggi promozionali di AT&T, Michelob Ultra, Lowe's e FanDuel. In un episodio, inoltre, la ripresa del gioco sarebbe stata posticipata, provocando il malcontento dei tifosi presenti allo stadio.

Anche Pochettino solleva perplessità

Alle parole di Jürgen Klopp si sono unite anche quelle di Mauricio Pochettino, commissario tecnico degli Stati Uniti, che dopo l'esordio della propria nazionale ha messo in discussione l'utilità delle pause idratazione in assenza di condizioni climatiche particolarmente gravose per i giocatori. Secondo diversi osservatori, queste soste rappresenterebbero ormai una nuova opportunità televisiva di circa tre minuti da destinare alla raccolta pubblicitaria.

Il dibattito coinvolge anche le televisioni

Le emittenti, però, si sono divise sull'utilizzo commerciale delle pause. Alcuni canali di lingua spagnola, come Telemundo, hanno deciso di mantenere la diretta senza inserire spot, ritenendo che la pubblicità durante il gioco alteri la tradizione del calcio. Altri broadcaster, invece, hanno scelto di sfruttare regolarmente questi intervalli pubblicitari, avvicinando sempre di più il modello televisivo del calcio a quello delle principali leghe sportive nordamericane, come NBA e NFL.


Altre notizie
PUBBLICITÀ