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Epatite, aumentano contagi: 180 casi in Campania, la situazione

di Daniele Rodia

Epatite A Campania: oltre 150 casi, focolai in tutta la regione

L'emergenza epatite A in Campania non si ferma alle province di Napoli e Caserta. I dati dell'Asl Napoli 1 Centro mostrano un incremento dei contagi di 10 volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni, e addirittura 41 volte superiore alla media del triennio precedente. Oltre 150 casi censiti da inizio 2026 rappresentano un numero allarmante che ha spinto le autorità sanitarie a potenziare i controlli su tutta la filiera alimentare, con il Nas concentrato su ristoranti, pescherie e mercatini privi di tracciabilità. I comuni, da Benevento ad Acerra, replicano il modello del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi: divieto assoluto di consumo e somministrazione di frutti di mare crudi.

Epatite A a Ischia, Avellino e Salerno: il virus dilaga fuori Napoli

Il contagio si estende su più fronti. A Ischia i casi accertati sono distribuiti in tutti e sei i comuni dell'isola, con tre ricoveri non gravi all'ospedale Rizzoli. In Irpinia l'Asl di Avellino ha registrato tre casi in comunità distanti tra loro — Avellino, Monteforte Irpino e Ariano — mentre il primo caso nella provincia di Salerno ha fatto scattare i controlli dei medici veterinari sul territorio salernitano. La Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali segnala inoltre nuovi casi in Lazio, nel nord della Calabria e in altre aree della penisola, sottolineando come non tutti i pazienti abbiano consumato frutti di mare, aprendo alla possibilità di trasmissione interumana.

Vaccino epatite A e acqua potabile sicura: le risposte delle istituzioni

Su due fronti arrivano notizie rassicuranti. L'Abc, società che gestisce le risorse idriche di Napoli, esclude qualsiasi rischio legato all'acqua potabile: le fonti sotterranee e i controlli analitici condotti dall'inizio del 2026 non hanno rilevato alcuna contaminazione virologica. Sul fronte della prevenzione, la Regione Campania ha potenziato l'offerta vaccinale gratuita per le categorie più vulnerabili: personale sanitario, operatori della filiera alimentare, pazienti fragili e bambini. I medici di famiglia, tramite la Fimmg Napoli, chiedono un approvvigionamento urgente di dosi per proteggere le fasce più a rischio.


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