ADL la vuole a 16 squadre, ma se sale Malagò la Serie A è destinata a rimanere a 20: il motivo
Tutti insieme appassionatamente. Chi aveva dubbi sulla possibilità che la Serie A potesse appoggiare Giovanni Malagò, ha sbattuto sui numeri delle firme incassati oggi in assemblea di Lega a Milano: 18 club su 20 (Lazio e Hellas Verona le uniche a distinguersi) hanno infatti firmato la candidatura del presidente del Coni come numero uno della Federcalcio. È una maggioranza ampia, anche più delle migliori aspettative di chi (Marotta e De Laurentiis in testa) sponsorizzava la candidatura di Malagò: l’assemblea è partita dalle 14 firme già raccolte in precedenza. Alla fine, sono salite di altre quattro, peraltro almeno l’Hellas Verona - la Lazio più difficilmente - potrebbe spostarsi e votare per Malagò il 22 giugno. È una maggioranza così ampia, che, senza definirla una brutta parola, nasce da un evidente compromesso.
La Serie A non sarà né a 16 né a 18 squadre con Malagò
Il principale tema di divisione nel massimo campionato è la riduzione del numero di squadre da 20 a 18 (o persino 16). De Laurentiis, nel lanciare la candidatura di Malagò, lo ha definito come uno dei possibili approdi. In realtà, è molto probabile che l’appoggio incondizionato di tutta - o quasi - la Serie A all’ex presidente del CONI racconti una storia diversa. Lo spauracchio della riduzione era il principale timore delle medio-piccole: se hanno firmato, vuol dire che hanno avuto delle rassicurazioni. Così, almeno fino al 2028 (data delle prossime elezioni federali, in linea con il quadriennio olimpico), la Serie A sarebbe al sicuro dal taglio tanto agognato dalle big. A riportarlo è Tuttomercatoweb.com.