Bologna-Napoli, le pagelle. Quagliarella, cosa succede? Mazzarri contraddittorio
De Sacntis: 5. Può poco sul primo gol, ma è evidente la staticità in lettura sulla punizione di Adailton. Disattenzioni clamorose ed interventi puliti: prestazione lunatica.
Campagnaro: 5,5 Va bene, c'è emergenza in difesa, ma se ha qualche problemino fisico non deve giocare. Bravo a scalare sul taglio centrale di Zalayeta, molle nell’impatto con l’ex azzurro che l’anticipa. Solito impegno e tanta corsa, ma la scarsa lucidità gli tira più di qualche tranello.
Cannavaro: 6. Leggera fase calante per il capitano rispetto alle ultime uscite. La tecnica pastosa di Zalayeta gli crea qualche problema, ma in generale la fase di non possesso azzurra soffre il mago Adailton che compare e scompare su tutto il fronte d’attacco. Evitabile il giallo che gli farà saltare la Fiorentina.
Rinaudo: 6. Conferma, in fatto di solidità, la buona prova offerta contro la Roma e illude con la rete che dimezza lo svantaggio. Inutile l’intervento duro su Zalayeta che gli costa il cartellino. Mazzarri gli preferisce Aronica quando entra Dossena.
Dal 14’ st Dossena: 4,5. Più di mezz’ora a disposizione per mettersi in mostra e l’unica giocata interessante è un tiro dal limite su un batti e ribatti. Problemi fisici o psicologici per l’esterno sinistro tanto desiderato dal Napoli? Di questo passo sarà dura strappare il pass per il mondiale.
Aronica: 5,5. L’agonismo è sempre la sua arma migliore, tanto è vero che Mazzarri lo utilizza sia in fascia che al centro, ma è inspiegabilmente nervoso come nell’occasione in cui supera in ripartenza l’avversario e lo aspetta per … “punzecchiarlo”.
Maggio: 4,5. L’amichevole disputata con la nazionale avrà probabilmente inciso sul piano atletico, ma proprio perché è un nazionale da lui ci si aspettano grandi prestazioni. Stanco in ripartenza, poco concreto in ripiegamento.
Pazienza: 5,5. Polmoni e tanta tenacia nel cuore del campo contro un Mudingay effervescente . Col pallone tra i piedi lascia troppo a desiderare con tentativi di apertura sugli esterni a dir poco sbilenchi.
Dal 4’ st Denis: 6. Critica e opinionisti ne avevano invocato l’utilizzo dal primo minuto dopo lo show anti-Roma. Probabilmente innervosito per la panchina inaspettata, quando entra prova a spaccare il mondo con la sua potenza fisica, che si sente certo, ma non è sempre la domenica dei miracoli.
Gargano: 6. IL MIGLIORE. Solito, solitissimo Gargano. Una furia nel tagliare il campo con impressionante capacità di recupero, un disastro nella gestione del disimpegno e dell’impostazione.
Hamsik: 5. Miglior giocatore dell’anno in Slovacchia, oggetto del mistero a Napoli. Interno sinistro prima, mediano in corso d’opera. Lascia mestamente il campo a Cigarini. Di lui, in questa gara, si ricorderà un solo guizzo al limite con tiro debole. Il resto è oblìo.
Dal 33’ st Cigarini: sv. Troppo pochi i minuti per mettersi in evidenza. Qualche tocco pulito e ordinato, nulla di più. Meritava maggior sorte l'assist al centro sul quale nessuno degli attaccanti mette lo zampino. Forse la sufficienza sarebbe giusta, ma vorremmo vederlo giocare qualche minuto in più.
Lavezzi: 5. Fiammate sporadiche e poco concrete. Di buono solo l’assist dal fondo per il gol di Rinaudo. Della sua velocità nemmeno l’ombra. Per “correre” nuovamente speriamo non abbia bisogno della sua nuova Ferrari California.
Quagliarella: 4. IL PEGGIORE. Dispiace sottolinearlo, ma forse un turno di riposo farebbe bene all’attaccante stabiese. Nemmeno la fiducia di Lippi gli ha restituito la spinta per incidere sulla stagione del Napoli. Fuori dal gioco, si ritrova spesso a cercare un’identità in zone di campo che non gli competono. Shock in my town.
Mazzarri: 4,5. Dalla parole ai “non – fatti”. Premettendo tutta la stima per il tecnico livornese e ricordando quanto di buono ha fatto fino ad ora, lascia perplessi, dopo aver ascoltato dalla sua viva voce “gioca chi sta bene”, l’utilizzo di Maggio, Quagliarella e Hamsik (decisamente appannati) quando ci sono giocatori come Zuniga, Denis e Cigarini che, apparsi in netto recupero, reclamano più spazio. Sfortuna a parte in qualche occasione di troppo, non sarebbe il caso, caro Mister, di mischiare un po’ le carte in tavola per rigenerare chi sente di avere il posto assicurato a prescindere?