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Conte-Nazionale, per l'ingaggio servirebbe l'aiuto degli sponsor (come già era accaduto)

di Arturo Minervini

Antonio Conte torna a essere il nome più caldo per la panchina della Figc. La separazione ormai imminente dal Napoli potrebbe infatti spalancare le porte a un clamoroso ritorno in azzurro, a dieci anni dalla sua precedente esperienza da commissario tecnico della Nazionale.

Uno scenario che, però, resta legato anche agli equilibri politici interni alla Federazione e alle prossime elezioni del 22 giugno, con Giovanni Malagò indicato come favorito rispetto a Giancarlo Abete. Sullo sfondo pesano inoltre valutazioni di natura economica. Lo scrive Tuttomercatoweb, che si sofferma anche sugli aspetti economici della situazione.

L’accordo che lega Conte al club di Aurelio De Laurentiis garantisce infatti al tecnico uno stipendio che, bonus inclusi, può arrivare fino a 9 milioni di euro netti a stagione, cifra che lo rende l’allenatore più pagato della Serie A. Un ingaggio nettamente superiore rispetto a quello percepito durante la sua precedente avventura da ct tra il 2014 e il 2016, quando la FIGC riuscì a sostenere i costi anche grazie al supporto di sponsor privati, a partire da Puma. Una soluzione che oggi appare molto più difficile da replicare.


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