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Dimissioni Gravina: ecco cosa prevede lo Statuto fino alle elezioni del 22 giugno

di Pierpaolo Matrone

Il terremoto istituzionale nel calcio italiano è ormai realtà: Gabriele Gravina ha rassegnato le dimissioni da presidente della FIGC dopo il fallimento della qualificazione ai Mondiali, il terzo consecutivo. Una decisione che, secondo Statuto, ha effetti immediati e irreversibili. Le dimissioni del numero uno federale comportano infatti la decadenza automatica dell’intero Consiglio federale. Come previsto, “in caso di dimissioni del Presidente federale, decadono immediatamente il Presidente e l’intero Consiglio federale”, mentre la gestione ordinaria resta temporaneamente in prorogatio fino all’elezione del nuovo vertice.

Cosa prevede lo Statuto

Lo Statuto è chiaro anche su un altro punto: “Le dimissioni che originano la decadenza degli organi sono da considerarsi irrevocabili”. Si apre così la fase elettorale, con il voto fissato per il 22 giugno. I candidati dovranno presentare un programma e ottenere il sostegno di almeno metà più uno dei delegati di una componente. Un passaggio cruciale per ridisegnare il futuro della FIGC.


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