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Finalmente il clean sheet: il Napoli con la porta inviolata due mesi dopo l’ultima volta

di Francesco Carbone

La vittoria di misura contro il Cagliari non porta al Napoli soltanto tre punti pesanti nella corsa Champions, ma restituisce anche un dato che mancava da troppo tempo: il clean sheet. L’1-0 dell’Unipol Domus interrompe infatti una serie negativa che durava da undici partite consecutive tra campionato, Champions League e Coppa Italia, tutte con almeno un gol subito. L’ultima gara senza reti al passivo risaliva al 17 gennaio contro il Sassuolo, più di due mesi fa. Un dato che fotografa bene le difficoltà difensive della stagione azzurra, molto diversa rispetto a quella precedente, quando al primo anno di Antonio Conte in panchina il Napoli chiuse con la miglior difesa non solo della Serie A, ma anche tra i principali campionati europei.

Tra emergenza difensiva e ricerca di equilibrio

Nel corso di questa stagione, invece, gli azzurri hanno dovuto fare i conti con una lunga emergenza, anche nel reparto arretrato, tra infortuni e continui cambi di interpreti. Le numerose assenze hanno costretto Conte a rivedere anche il sistema di gioco: il Napoli era partito con una difesa a quattro, ma con il passare delle settimane si è reso necessario il passaggio al 3-4-2-1, adottando una linea a tre per ritrovare maggiore equilibrio. Contro il Cagliari si è vista una squadra meno brillante sul piano del gioco, ma più compatta e organizzata, capace di difendere il vantaggio senza concedere grandi occasioni. Un segnale importante in vista del finale di stagione.


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