La rivincita di Oronzo Rafà. Cartolina a Inter, Napoli e Chelsea: "Interinale a chi?"
Fonte: Tmw
Il 18 dicembre 2010, di fronte ai congolesi del Mazembe, l'Inter ha vinto il suo primo mondiale per club. In panchina c'era Rafa Benitez, in campo Samuel Eto'o. Che, al diciassettesimo del primo tempo, bissava l'iniziale vantaggio di Goran Pandev, chiudendo di fatto la pratica nonostante il match fosse solamente all'antipasto. Ci pensò Ludovic Biabiany ad apporre il punto esclamativo, concludendo il cappotto nerazzurro.
Eto'o, dicevamo, un campione pazzesco, uno dei protagonisti dell'Inter di José Mourinho e del Triplete. Rafa Benitez, aggiungevamo, l'uomo plurietichettato con appellativi da stampa britannica - e da non riportare per lecita presa di coscienza - ai limiti del grossolano e dell'offensivo nel suo periodo meneghino. Il camerunense, dopo il 2-0 al Mazembe, prese due sacchetti ed esultò alla Oronzo Canà, con mimica e gestualità identica. Riferimento velato (?) all'allenatore Benitez, che fino ad allora era oggetto di scherno da parte di quasi tutto l'ambiente interista. Il resto è storia, con Benitez che chiede cinque innesti e Moratti che lo caccia seduta stante, nemmeno fosse l'ultimo degli stagisti che ha appena compiuto una marachella. La faccia ce l'ha messa Materazzi, che qualche tempo fa ha spiegato in maniera diversa l'esultanza di Eto'o come un'offerta di viveri, ma sembrava francamente una toppa mal messa (nonostante ciò non intacchi la possibile veridicità della cosa)
Eppure, il curriculum di Oronzo Rafà, parlava chiaro. Scudetti, una Coppa Campioni, una Europa League, la Supercoppa UEFA. Insomma, non certo l'esordiente in Serie A, comunque trattato a pesci in faccia dal dopo Mourinho. L'avventura al Chelsea, stavolta pre Mourinho - e post Di Matteo, che aveva appena vinto una Champions - è stata scandita dagli sfottò dei tifosi. Dalla dicitura da allenatore interinale che campeggiava, al suo esordio, nella distinta destinata ai giornalisti. Fino all'esplosione di qualche settimana fa, che sembrava il preludio all'esonero, con Roman Abramovich viola di rabbia. E invece no, è stato solo l'antipasto di una coppa vinta al 91esimo. Una cartolina all'Inter, una al Chelsea e forse una al Napoli, che potrebbe essere la sua prossima squadra. D'altro canto, il coro è già fatto: "Oronzo, Rafà, vinceremo la Serie A".