Addio Conte, l'ex PT Ancora: "A fine anno scorso tutti lo percepivano, accadute cose che non posso dire"
Tiberio Ancora, ex preparatore atletico della SSC Napoli, è intervenuto nel corso di "Napoli nel Mondo" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).
Secondo te cosa è andato storto in questa stagione?
“Secondo me dobbiamo partire dall'anno scorso, dalla fine del campionato, dove tutto lasciava presagire che il rapporto non sarebbe continuato, perché anche se c'era il contratto in atto, nell'ultimo periodo tutti percepivano all'interno che le cose non sarebbero andate verso la conferma, perché il mister ci ha sempre abituato negli ultimi anni a cambiare strategia all'ultimo momento. Poi sono accaduti determinati dettagli che a me personalmente mi hanno straconvinto che il mister avrebbe interrotto il rapporto, perché ci sono stati dei passaggi e delle situazioni vissute da me in prima persona che adesso non posso dire, perché altrimenti magari mi è stato confidato un segreto che preferisco mantenere. Di questo però ti posso dire che, a mio avviso, alla fine del campionato, all'ultima giornata, la situazione per me era compromessa. Poi successe il miracolo nei 3-4 giorni di feste, quando siamo stati dal Papa, quando siamo stati tutti insieme a festeggiare la vittoria dello Scudetto: lì le cose sono cambiate. A mio avviso il presidente De Laurentiis, in quei 3 giorni, ha fatto il miracolo di far rimanere Conte.”
Situazione compromessa dal punto di vista tecnico o tattico? C’erano divergenze?
“No, compromessa nel senso che la certezza che il mister non sarebbe rimasto, per me, aveva preso la direzione giusta. A mio avviso lui aveva deciso di andarsene. Sono accadute determinate cose che nel dettaglio adesso non posso dire, perché mi è stato confidato da persone autorevolissime che bisognava fare delle scelte, se bisognava rimanere lì con lo staff del Napoli, quello nuovo, o quello vecchio del mister Conte. Ho vissuto questa decisione, mi è stato chiesto questo, non ti dico da chi, però ti dico che la situazione per me era compromessa, nel senso che il rapporto non doveva continuare. Poi è successo non so che cosa, le cose sono cambiate e quindi tutti siamo rimasti contenti e felici di rimanere a Napoli. Però mi riallaccio a quello che mi hai detto: la stagione non è stata esaltante, perché secondo me è stata fatta la scelta sbagliata alla fine e quindi forse le cose sarebbero andate diversamente per tutti se l'anno scorso si fossero divise le strade.”
Perché dici che la stagione non è stata esaltante?
“È stata vinta la Supercoppa, però non si può parlare di un campionato esaltante, oggettivamente. Arrivare a 15 punti dalla prima, arrivare trentesimi su 36 squadre in Champions League, uscire agli ottavi di Coppa Italia, sono cose che comunque uno non si aspettava. Tutto questo percorso e tutti i passaggi fatti in questo anno, secondo me, hanno provato molto il mister, perché in alcuni momenti magari si è sentito, tra virgolette, lasciato solo. Questo poi gli ha fatto prendere la decisione di rescindere il contratto, perché poi alla fine, da quello che so, anche se non so se sia vero o meno, ha rescisso il contratto senza nulla a pretendere e quindi questa è la mia considerazione. Tutti noi ci aspettavamo che le cose fossero andate diversamente o che magari si lottasse fino alla fine per dei traguardi importanti. Di conseguenza magari tutte queste cose, messe nel calderone, nella scelta del mister Conte, abbiano inciso molto su quella che è stata poi la decisione finale di andare via da Napoli.”
Credi che la situazione infortuni di quest'anno non sia stata soltanto sfortuna?
“Qui apriamo una parentesi in cui bisognerebbe fare una valutazione oggettiva e ognuno dovrebbe prendersi le proprie responsabilità. Io ti dico che fino a quando ci sono stato io, avevo una visione completa della condizione dei calciatori, quindi potevo intervenire. Ti posso garantire che a volte alcuni infortuni si potrebbero evitare, perché ci sono state delle informazioni dettagliate che mettevano al corrente della situazione. Però poi ognuno si prende la responsabilità di voler sentire o non sentire determinati consigli che vengono dati da chi compone uno staff di livello. Io ti posso mettere la firma che alcuni infortuni si potevano evitare. Poi quello che è successo dopo, perché io stavo all'inizio, non lo so. Credo che Costantino Coratti non sia stato il motivo, come spesso è stato detto, perché è un bravissimo preparatore atletico, una persona capace che ha sempre fatto bene in 20 anni di carriera. Io ci sono stato con lui e conosco benissimo i suoi metodi. Ti posso garantire che Costantino Coratti ha fatto un lavoro eccezionale. Però qualcuno avrebbe dovuto avere l’umiltà di ascoltare chi faceva parte di uno staff che in 20 anni di carriera ha sempre dato risultati ottimali. Alcuni infortuni si sarebbero potuti evitare.”
Secondo te sono vere le voci di divergenze tra il mister e lo staff medico?
“A mio avviso no, anche perché stiamo parlando di grandi professionisti. Io ho girato tante squadre a livello europeo e chiunque può dire che lo staff medico del Napoli, con il dottore Canonico e gli altri dottori, è di assoluto livello. Sono persone capaci. A volte succede l’imponderabile che determina poi il giudizio di una persona, ma quello che è capitato quest’anno credo non capiterà più in nessun altro club. Io ho sempre avuto piena fiducia e ho visto la massima collaborazione tra staff tecnico e staff medico. C’è stata sempre una coesione equilibrata e di massimo rispetto. Però alcune persone, non ti faccio il nome perché non mi va di fare polemiche, potrebbero prendersi qualche responsabilità in più e dare fiducia a chi ha sempre dimostrato meritocrazia nei risultati e nella gestione della condizione dei calciatori. Se si fosse ascoltato un po’ di più, anziché essere presuntuosi, qualche infortunio si poteva evitare.”
L’infortunio di Neres è nato nella partita dell’Olimpico o quando ha giocato successivamente contro il Parma?
“Mi risulta difficile darti una risposta perché non conosco il tipo di infortunio e le problematiche che hanno portato a quella gravità. A mio avviso, da esterno, credo che sia stato anticipato il rientro all’attività, perché è inspiegabile altrimenti che si sia fatto male nuovamente in quella misura. Credo che magari, se si fosse aspettato un attimino, le cose sarebbero andate diversamente. Però ti rispondo sempre da esterno: se fosse stato idoneo al 100%, probabilmente non avrebbe avuto quella ricaduta immediata. Bisogna anche vedere il momento della stagione, con tantissime difficoltà, e magari un elemento come Neres anche al 50-60% poteva fare la differenza. Forse è stato un po’ forzato il suo impiego e poi hai pagato le conseguenze.”
Finché ci sei stato tu, lo spogliatoio era unito?
“Quando ci sono stato io sì, poi si è vinto. Io sono andato via che avevamo appena vinto, quindi era impensabile un conflitto all’interno della squadra o i giocatori contro il mister Conte. Mi sembra strano che uno spogliatoio di quel livello si sia potuto schierare contro il mister nel corso della stagione. La cosa che ti posso dire con assoluta certezza è che l’entusiasmo, la voglia di rialzarsi, di rivincere e di riaffermarsi che io ho notato due anni fa quando siamo arrivati, non l’ho notato quest’anno. In ritiro ho visto poca felicità. La mia percezione è stata quella di un ambiente un po’ appagato. Non ho visto quella voglia di iniziare la stagione al massimo per riconfermarsi. Questa fame non l’ho vista più. Con alcuni miei collaboratori avevamo notato tutti questa cosa. Non avvertivo quella voglia matta di ricominciare e riaffermarsi per essere di nuovo campioni. Poi sono arrivati giocatori bravissimi, ma anche giocatori che avevano già dato tanto. C’è stato il rischio di affidarsi a giocatori di livello assoluto, ma magari non più brillantissimi dal punto di vista fisico e organico per reggere determinati ritmi. Questo può aver inciso sugli infortuni, perché tutti quelli che si sono fatti male più seriamente erano giocatori che avevano superato la trentina. Quando arrivi a una certa età e a una certa intensità, per mantenere quel livello hai bisogno della massima efficienza fisico-organica e purtroppo, con il passare dell’età, potresti non averla più.”