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Ag. Caprile: "Vi spiego perché decise di lasciare Napoli. Coi tifosi feeling speciale"

di Pierpaolo Matrone

Graziano Battistini, ex portiere e agente di Elia Caprile, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: "Indipendentemente dal fatto che io sia o meno il procuratore di Caprile, è chiaro che si tratta di una partita importante per tutti gli italiani. Ci auguriamo tutti che la Nazionale riesca finalmente a tornare al Mondiale. Non sarà semplice, perché troverà un ambiente tosto: in Europa non è mai facile giocare certe partite. Sarà una bella gatta da pelare, ma speriamo bene".

Le chiedo un parere su un tema che conosce bene: l’alternanza tra Milinkovic-Savic e Meret può fare bene o rischia di penalizzare i portieri?
"È una bella domanda. Il portiere è un ruolo delicato e credo che un’eccessiva alternanza possa creare qualche difficoltà, perché non sentirsi totalmente titolare può togliere un po’ di serenità. Detto questo, stiamo parlando di ragazzi abituati a giocare ad alti livelli, quindi può anche darsi che la situazione non li disturbi. Molto dipende da come viene gestita. E se lo fa Conte, evidentemente sa benissimo con chi ha a che fare e cosa sta facendo. Non mi preoccuperei più di tanto".

Oggi però il calcio sembra andare verso una gestione diversa del ruolo, anche in porta. È così?
"Sì, ai miei tempi c’erano più nettamente il titolare e la riserva. Oggi, con tutte queste partite, il turnover è diventato quasi necessario anche in quel ruolo. E allora diventa difficile parlare di riserve. Probabilmente anche i portieri sono cresciuti con una mentalità diversa. Inoltre adesso si scelgono i profili anche in base alle caratteristiche: Milinkovic-Savic, ad esempio, è molto bravo con i piedi, mentre Meret ha qualità più classiche. Quindi può entrare in gioco anche un ragionamento tecnico-tattico, oltre al valore assoluto".

Quindi ci può stare che un allenatore scelga un portiere o l’altro in base all’avversario?
"Sì, ci può stare. Chi prende queste decisioni lo fa proprio valutando le caratteristiche del portiere e della partita. Milinkovic-Savic e Meret hanno caratteristiche diverse e quindi probabilmente il Napoli ha pensato di coprirsi in maniera completa nel ruolo".

Veniamo a Caprile. La sua scelta di lasciare Napoli per andare a giocare è stata molto apprezzata anche dai tifosi azzurri. Lui era a conoscenza di questa stima?
"Caprile ha sempre avuto un bel feeling con il tifoso del Napoli, quindi questa stima l’ha percepita eccome. Però non è stato quello il motivo della sua scelta. Elia ha deciso di andare via esclusivamente per tornare a giocare con continuità, perché vuole essere protagonista della propria carriera. In quel momento le scelte del mister erano orientate in un’altra direzione e lui, senza alcun tipo di polemica, ha chiesto di andare altrove. È stata una scelta coraggiosa e, al momento, sicuramente positiva".

C’è un po’ di rimpianto, pensando al fatto che quest’anno il Napoli ha alternato i portieri? Se ci fosse stata questa prospettiva, sarebbe rimasto?
"No, quando si prende una strada si va avanti senza guardarsi troppo indietro. Caprile è sereno della scelta che ha fatto. Questo non toglie che sia rimasto legato al Napoli: ha lasciato persone con cui ha condiviso un percorso, un gruppo, un ambiente, e quindi quando il Napoli fa bene lui è contento. Ma ormai la decisione è stata presa e la sua priorità era tornare a giocare".


Graziano Battistini a Pausa Caffè
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