Ag. Mario Rui: "Aveva offerte in Italia, ma è troppo legato al Napoli per indossare altre maglie"
Mario Mauri, agente dell'ex azzurro Mario Rui, oggi in forza alla Forte Virtus, club con sede a Dubai, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: “Quando Mario ha risolto il contratto, il 31 dicembre 2024, non c’erano più le condizioni per continuare. È stata una scelta maturata nel tempo. Dopo, abbiamo valutato diverse possibilità, ma lui non se l’è sentita di restare in Italia con un’altra maglia”.
Ha davvero rifiutato offerte dalla Serie A?
“Sì, sono arrivate proposte, anche importanti, ma la risposta è sempre stata la stessa. Mario è rimasto profondamente legato a Napoli: alla città, alla tifoseria, alla società. Non si sentiva di indossare una maglia diversa in Italia dopo quello che ha vissuto lì”.
Come nasce allora la scelta dell’estero?
“Abbiamo deciso di guardare fuori dall’Italia. C’erano varie opportunità, anche molto ricche, ma abbiamo scelto un progetto che lo stimolasse davvero. Non è andato lì per ‘svernare’: voleva rimettersi in gioco, tornare in campo e sentirsi ancora competitivo”.
Ci racconti questa nuova esperienza?
“Ha accettato un progetto con una forte componente internazionale, con tanti giovani e ritmi alti. È un campionato diverso, ma molto intenso. Mario si è allenato sempre con grande professionalità, è arrivato pronto e senza problemi fisici. Questo percorso gli ha dato ancora più convinzione: sente di poter dire la sua a buoni livelli”.
Quindi niente ritiro all’orizzonte?
“Assolutamente no. Non ha nessuna intenzione di smettere. Sta bene fisicamente e mentalmente aveva bisogno di tornare a giocare. Ora è concentrato solo sul campo, poi il futuro si vedrà”.
Può esserci un domani da allenatore?
“È un’idea che potrà valutare più avanti. Oggi la priorità è giocare. Ha ancora voglia di competere e di dimostrare il suo valore”.
Che tipo di obiettivi ha adesso?
“È un ambizioso, lo conoscete bene. In campo è sempre stato un guerriero. Non è andato all’estero solo per motivi economici, ma per una scelta di vita e di carriera. Vuole continuare a competere e, se ci saranno le condizioni, tornare anche in campionati importanti”.
Uno sguardo al calcio italiano: manca spazio per i talenti?
“In Italia si tende a scegliere giocatori già pronti, perché è un campionato tattico e difficile. Però i talenti ci sono, anche nelle categorie inferiori. Il problema è dare loro spazio e continuità. L’età media degli esordi è più alta rispetto ad altri Paesi: su questo bisognerebbe riflettere”.
E su profili come Insigne o lo stesso Mario Rui?
“A volte si fanno scelte che non sono solo tecniche. Giocatori che hanno dato tanto al calcio italiano potrebbero ancora fare la differenza, anche in Serie A o in squadre di fascia media. Ma entrano in gioco tante dinamiche”.