Alisson come Lookman? Barsotti: "E' il paragone più giusto, visto come calcia?"
Giovanni Barsotti, giornalista di Dazn, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
Come ha vinto il Napoli contro il Torino?
"Intanto ha vinto, e questo basta e avanza. Mi sembra la cosa fondamentale. Per me i due titoli della partita sono la vittoria senza particolari preoccupazioni — con un finale un po’ ballerino ma tutto sommato gestito — e il rientro di De Bruyne con quella gamba lì. Mi sembra una classica vittoria di Conte: sicura, tranquilla, di gestione. Il Napoli non ha rischiato quasi nulla, se non negli ultimi sette-otto minuti. È stata una vittoria pulita al Maradona, senza mai dare la sensazione di essere davvero in difficoltà."
Quanto ti ha impressionato Alisson Santos?
"Molto. L’ho visto dal vivo a Bergamo e mi aveva colpito l’intelligenza con cui aveva capito il tipo di partita. Il primo pallone lo ha giocato a due tocchi, ha preso una randellata e poi ha iniziato a giocare quasi a un tempo solo: stop e passaggio velocissimo. Questa è una caratteristica di un giocatore intelligente, soprattutto per uno giovane. Nel nostro campionato ipertattico, quando arriva uno che punta l’uomo manda tutti in panico. Alisson Santos fa il doppio passo, si allunga la palla e ti lascia indietro: sono giocatori che nel nostro calcio mancano tantissimo."
A chi ti ricorda come caratteristiche?
"Per un attimo ho pensato a Robinho, anche se Robinho era meno violento nelle giocate. Poi riflettendoci meglio direi che ricorda molto Ademola Lookman: è più da passo breve, punta l’uomo e ha un tiro molto forte. Anche nei gol si vede questa caratteristica, quando calcia con decisione sul primo palo. Lookman è il paragone che mi convince di più."
Buona partita anche per Alessandro Buongiorno: lo hai rivisto in fiducia?
"Sì, assolutamente. Era un periodo che lo vedevo un po’ in difficoltà, con qualche errore e con la sensazione che soffrisse la pressione degli attaccanti. Invece ieri mi ha dato l’impressione opposta. La giocata che mi ha colpito di più è stata la veronica nel finale: sono le giocate di un giocatore che si è liberato mentalmente dopo un periodo complicato. Quando fai una buona partita ritrovi fiducia e inizi anche a osare di più."
Come hai visto Billy Gilmour al posto di Lobotka?
"A me piace molto. È anche uno che corre tantissimo: ho visto che è stato il primo per chilometri percorsi. Probabilmente lo abbiamo visto ancora poco perché ha avuto un periodo di adattamento lungo. Crescere all’ombra di Lobotka non è semplice, ma secondo me il Napoli ha trovato l’alter ego perfetto: è molto simile a lui come caratteristiche. Lobotka è un professore, ma Gilmour è una bellissima copia."
Quanto pesano ancora le assenze per il Napoli?
"Pesano, perché quando rivedi certi giocatori capisci subito il loro valore. Conte su questo ha ragione: il Napoli è stato bravo a restare in alto in classifica nonostante tutte queste assenze. Il lavoro più difficile per un allenatore è trovare la quadra della squadra, e lui quest’anno ha dovuto trovarne tre o quattro diverse per via degli infortuni. Questo significa sopravvivere più che costruire."
Che impressione ti ha fatto il rientro di De Bruyne rispetto a quello di Anguissa?
"De Bruyne mi ha impressionato molto: che gamba ha. Mi è sembrato quasi meglio di quando si è presentato a inizio stagione. Anguissa invece è un po’ più indietro, ma è anche normale: ha un fisico diverso, un metro e novanta e un baricentro più alto. Ha tempi di recupero diversi, ma secondo me nel giro di un paio di partite tornerà al suo livello."