Allegri-Napoli, da Milano: "Il Milan ha deciso per l'esonero! E non prenderà Conte!"
Antonio Vitiello, direttore di Milan News, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Massimiliano Allegri non sarà più l’allenatore del Milan, manca soltanto l’ufficialità. Si sta cercando di capire la modalità della separazione, se con buonuscita oppure no. Attenzione però: se Allegri dovesse diventare subito l’allenatore del Napoli, allora chiuderebbe immediatamente il rapporto col Milan evitando al club rossonero anche una buonuscita molto pesante dal punto di vista economico”.
In casa Milan sarà rivoluzione totale?
“Sì, perché insieme ad Allegri andranno via anche Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada. Sarà una rivoluzione completa: allenatore, direttore sportivo e amministratore delegato. Mancano solo gli accordi economici per formalizzare tutto, ma sono già praticamente fuori dal Milan. E posso anche smentire Conte al Milan, perché oggi sono uscite diverse voci, ma il Milan non prenderà Conte. Si andrà su un allenatore giovane, un profilo tipo Fabregas”.
Di chi è la scelta di non puntare su Conte?
“Da quello che filtra, le decisioni verranno prese direttamente da Gerry Cardinale. Dopo quattro anni di fallimenti ha deciso di prendere in mano la situazione. Ibrahimovic aveva già dimostrato in passato di aver fatto scelte discutibili, basti pensare alla stagione di Fonseca e Conceição culminata con l’ottavo posto. Adesso il timore dei tifosi è legato proprio a questo: una nuova rivoluzione guidata da persone che, almeno secondo la piazza, conoscono poco il calcio”.
Il finale di stagione del Milan può preoccupare i tifosi del Napoli in ottica Allegri?
“Il girone d’andata di Allegri era stato molto buono. Aveva vinto gli scontri diretti e sembrava aver trovato nuova linfa. Da gennaio in poi però c’è stato un crollo clamoroso. Nel girone di ritorno il Milan è nono in classifica con appena 28 punti. È un fallimento totale. La squadra è crollata atleticamente e mentalmente, perdendo partite assurde contro squadre che non avevano più nulla da chiedere al campionato. Capisco quindi il timore dei tifosi del Napoli, soprattutto considerando che arrivano da un primo e un secondo posto”.
I problemi offensivi del Milan sono colpa dei giocatori o del gioco di Allegri?
“Quando tutti gli attaccanti fanno male significa che c’è anche un problema di gioco. Pulisic non segna da sei mesi, Leao è fermo dal primo marzo, Jimenez non ha mai segnato in campionato. È impossibile dare tutta la colpa ai singoli. Le trame offensive erano prevedibili, arrivavano pochi palloni in area e questo ha penalizzato tutti”.
Allegri rischierebbe di togliere identità offensiva anche al Napoli?
“È un tema giusto. Il Napoli negli ultimi anni era stato costruito per giocare in maniera diversa. Anche Conte, però, ha creato un po’ di confusione: ha chiesto esterni offensivi come Lang e poi li ha utilizzati pochissimo. Al Milan invece Allegri si è dovuto adattare a un mercato che non condivideva. Lui aveva chiesto un attaccante alla Hojlund, infatti il Milan lo trattava, ma poi il Napoli è stato più bravo a prenderlo quando si è fatto male Lukaku. Alla fine però il Milan ha preso Nkunku, che ha caratteristiche completamente diverse, e Allegri ha dovuto cambiare sistema di gioco”.