Allegri-Napoli, De Giovanni: "Calcio superato, ma col centenario non potevi fare una scommessa"
Maurizio De Giovanni, scrittore, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: "Allegri? Non ti nego che non sarebbe stata la mia scelta. Credo che il suo calcio sia in parte superato e che non disputi una stagione davvero di rilievo dal 2019. Detto questo, la scelta ha una sua logica. Nell'anno del centenario il Napoli non poteva permettersi una scommessa. Serviva un allenatore esperto, che conoscesse il campionato italiano e che lavorasse in sintonia con il direttore sportivo. Allegri e Manna hanno già collaborato insieme e questo può essere un vantaggio importante. Inoltre Allegri non è un integralista: sa adattarsi ai giocatori che ha a disposizione e oggi il Napoli ha bisogno proprio di questa flessibilità."
L'inizio di campionato complicato può rappresentare un problema per il nuovo allenatore?
"Può certamente essere una difficoltà aggiuntiva, ma Allegri è un allenatore abituato a gestire pressioni e situazioni complesse. Parliamo comunque di un tecnico che ha vinto molto e che conosce perfettamente l'ambiente del calcio italiano. Per questo credo che abbia gli strumenti per affrontare anche una partenza impegnativa."
Come vivresti un eventuale passaggio di proprietà da De Laurentiis a un fondo internazionale?
"Sono probabilmente un romantico, ma preferisco una proprietà italiana. De Laurentiis ha dimostrato in oltre vent'anni di essere capace di portare il Napoli ai vertici e di mantenerlo stabilmente ad alti livelli. Un cambio di proprietà sarebbe inevitabilmente un salto nel buio. Personalmente non credo molto a queste voci e, soprattutto, penso che il Napoli debba concentrarsi su se stesso e sul proprio progetto. La vera priorità resta costruire strutture e basi solide per il futuro."
Quali sono le principali criticità che Allegri dovrà affrontare?
"Sono numerose. Innanzitutto ci sono molti giocatori di ritorno dai prestiti e bisognerà capire chi può essere utile e chi no. Poi c'è una rosa piuttosto anziana, con diversi calciatori che arrivano da infortuni importanti. Il Napoli dovrà fare una selezione rapida e intervenire sul mercato con decisione. La prossima stagione sarà più lunga e più impegnativa, tra campionato, Champions League e Coppa Italia. Serviranno profondità e qualità."
Che ricordo conservi del Mondiale del 1986 e dei gol di Maradona all'Inghilterra?
"Sono immagini scolpite nell'anima di ogni napoletano. La Mano de Dios e soprattutto il gol del secolo appartengono ormai alla storia del calcio e della cultura popolare. Maradona era qualcosa di irripetibile. Oggi sentiamo parlare di cifre enormi per tanti campioni, ma un giocatore come Diego arrivò a Napoli a 23 anni e mezzo. Un sogno così credo che non si ripeterà più."