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Allegri-Napoli, Gallo: "Ha spalle larghe, a Torino fu accolto con uova e insulti..."

di Fabio Tarantino

Massimiliano Gallo, firma del Corriere dello Sport-Stadio, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.

Allegri-Napoli è una scelta che ti sorprende anche alla luce della cronaca recente?
"Mi ha sorpreso, mi ha colpito in positivo perché ho ritrovato il De Laurentiis che ho sempre apprezzato, cioè il De Laurentiis coraggioso che è andato oltre il chiacchiericcio, diciamo il rumore di fondo. Secondo me sono due cose diverse le opinioni reali di tutti i tifosi del Napoli e quelle di chi invece scrive sui social e chiama le radio, perché quella è una fetta minoritaria e secondo me non rappresentativa. Non è che la stragrande maggioranza delle persone passa mezz’ora al telefono per cercare la linea alla radio o si mette a scrivere dieci frasi su Facebook. Ci sono anche persone che lavorano, che escono, che vanno al cinema. Però il rumore di fondo contro Allegri c’era, così come c’era contro la partenza di Mertens, di Insigne, di Koulibaly, contro l’arrivo di Kim, di Kvaratskhelia e anche contro l’arrivo di Spalletti. Ogni scelta vincente presa dal Napoli e da De Laurentiis è sempre stata inizialmente avversata da questo rumore di fondo, che a mio avviso non è neanche rappresentativo. Stavolta pensavo che lui cedesse, invece non ha ceduto. Quindi sì, sono rimasto sorpreso. Secondo me ha fatto la scelta migliore per questo Napoli, perché questo Napoli io lo paragonerei al Milan che uscì da Arrigo Sacchi: una squadra logora ma ancora forte, con giocatori solidi, maturi. Non è un Napoli rivoluzionario, non sarà una squadra smantellata con sette-otto acquisti nuovi e un gioco completamente diverso. È un Napoli che va semplicemente rigenerato."

Come secondo te Allegri andrà a gestire questa negatività nei suoi confronti? Potrebbe essere per lui un problema oppure la grande esperienza gli permetterà di andare dritto senza guardarsi attorno?
"Secondo me non sarà minimamente un problema. Come sempre nel calcio saranno i risultati a fare la differenza e a decidere l’umore dei tifosi. Allegri è un uomo con le spalle larghe. Peraltro si è trovato in una situazione identica quando andò alla Juventus dopo il triennio di Conte: fu accolto persino peggio, con calci alla macchina, sputi, uova, insulti di ogni tipo. I tifosi della Juventus non lo volevano. Poi hanno vinto cinque scudetti e giocato due finali di Champions. Ora io non credo che il Napoli vincerà cinque scudetti con Allegri, però magari il quinto sì."

La scelta di Allegri è legata anche alla volontà di De Laurentiis di ripartire da un allenatore già pronto a vincere?
"Napoli è una piazza che ormai pretende risultati. Quest’anno persino il secondo posto è stato fortemente criticato. È cambiato qualcosa: non è vero che a Napoli puoi arrivare quarto, quinto o sesto senza che nessuno dica nulla. Anche sul Napoli di Sarri secondo me c’è una narrazione sbagliata. Quel Napoli giocava bene, otteneva risultati, ha quasi vinto uno scudetto, è arrivato due volte secondo e una volta terzo. Se però quella squadra, giocando in quel modo, fosse arrivata settima o ottava, non credo proprio che si sarebbe parlato così a lungo di Sarri a Napoli. Io non dico che Italiano non sia un allenatore vincente, può vincere anche lui. Però questi giocatori, che hanno una certa età, secondo me col gioco di Italiano avrebbero avuto più difficoltà, mentre con quello di Allegri meno. Poi su Allegri voglio dire un paio di cose. La prima è che lui è oggetto di una campagna denigratoria: sembra quasi che non si concepisca il fatto che continui ancora ad allenare. Una cosa del genere nel calcio raramente l’ho vista; per trovare una campagna così accesa bisogna tornare ai tempi di Maradona al Napoli. La seconda è che i risultati vanno sempre comparati. Quando criticavano Ancelotti all’Everton dicendo che era diventato ‘nonno’, poi dopo Ancelotti l’Everton non ha fatto meglio. Nella sua seconda esperienza alla Juventus Allegri ha comunque sempre portato la squadra in Champions. Tudor non ha fatto meglio di lui, Thiago Motta non ha fatto meglio di lui, Spalletti non ha fatto meglio di lui. Anche la stagione del Milan andrebbe analizzata bene: nelle ultime dieci giornate sono successe tante cose, dalla lite con Ibrahimovic al fatto che Ibrahimovic cercasse un altro allenatore, fino alle indiscrezioni del Corriere della Sera sulle telefonate ai calciatori. Io credo che il Milan fosse nettamente più scarso del Napoli, eppure è stato a lungo al secondo posto prima di un crollo che definirei oscuro."


Massimiliano Gallo a Pausa Caffè
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