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Allegri-Napoli, l'ex Esposito: "Scelta fatta per esperienza e continuità dopo Conte"

di Fabio Tarantino

Max Esposito, ex attaccante del Napoli, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB. 

Cosa ha fatto pendere l’ago della bilancia a favore di Allegri e pensi che possa essere la scelta giusta per il Napoli?
"Secondo me la scelta è stata fatta solo ed esclusivamente su un discorso di esperienza. Allegri ne ha tanta, sia in campionato sia in Champions, e quindi sicuramente sarà stato per dare una continuità nel dopo Conte. Io sinceramente, conoscendolo anche di persona, avrei preferito Vincenzo Italiano, sempre in questi anni accostato al Napoli. Però l’unico dubbio, pur conoscendolo come lavora e come vive il calcio e pur essendo un bravo allenatore che sicuramente farà una grande carriera, è che ad oggi gli manca l’esperienza in un top club. Questa secondo me è stata proprio l’aspetto che ha fatto decidere la società di orientarsi più su Allegri che su Italiano."

Anche guardando le ultime stagioni di Allegri alla Juventus e al Milan, con qualche difficoltà e risultati non sempre continui, sembra che il Napoli abbia puntato più sull’aspetto esperienziale che su quello tecnico. 
"Sì, integro la tua domanda: se la ragione principale fosse stata la filosofia di gioco, i risultati sarebbero venuti di conseguenza. Però dal punto di vista dell’interpretazione della squadra di Italiano rispetto a quella di Allegri c’è una differenza marcata, quindi non credo che il gioco sia stato l’aspetto decisivo. Evidentemente ci sono stati altri elementi che hanno fatto pendere la bilancia a favore di Allegri, al di là dell’esperienza, rispetto a Italiano, perché dal punto di vista del gioco non sono simili."

Quindi secondo te si tratta della scelta tra un allenatore che può garantire più gioco ma meno certezze nei risultati e uno che invece offre più garanzie di raggiungere gli obiettivi?
"Esatto, è proprio così. Lì secondo me c’era da fare una scelta chiara: prendo un allenatore che magari non so che risultati porta a casa ma che sicuramente mi fa giocare bene la squadra, oppure un allenatore che non fa un bel gioco ma ha una percentuale più alta di raggiungere gli obiettivi. La scelta era anche difficile perché vieni da un percorso in cui hai portato a casa due scudetti e una Supercoppa, quindi magari la scelta più giusta era Italiano. Ci voleva coraggio, dai. Lo so, ma in Italia il coraggio non ce l’ha nessuno, altrimenti non saremmo fuori dai Mondiali per i prossimi anni. Nessuno punta sui giovani, nessuno punta sui settori giovanili. I ragazzi hanno bisogno di giocare, di fare esperienza, altrimenti non crescono. Gli allenatori devono allenare e avere la possibilità di sbagliare. Una volta avevi i campioni davanti e imparavi osservandoli, oggi questo un po’ si è perso."

Per l’attuale rosa del Napoli, quale sistema di gioco potrebbe essere più adatto con Allegri?
"Con la rosa attuale secondo me l’ideale potrebbe essere un 4-2-3-1, con due esterni offensivi, De Bruyne magari come trequartista, quindi più vicino alla porta, e uno tra Lobotka o McTominay a centrocampo. Però il mercato può influire tantissimo: se per esempio parte De Bruyne, cambia tutto. Allegri comunque non è un integralista, lavora molto sulle caratteristiche dei giocatori e li mette nelle condizioni di esprimersi al meglio. Non è uno che li piega ai dettami tattici. Poi il modulo dipenderà molto dal mercato, ma secondo me una base si potrà comunque trovare."


Massimiliano Esposito a Cronache Azzurre
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