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Allegri-Napoli? Salvione: “Magari! E' il profilo giusto per continuare a vincere”

di Francesco Carbone

Pasquale Salvione, giornalista del Corriere dello Sport, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video

Pasquale, non so se hai sentito l’ultimo audio di un nostro radioascoltatore che ci ha detto: “Vi prego, non fate arrivare Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli”. Tu cosa ne pensi? “Non so che aspettative abbia l’ascoltatore. Io dico magari… nel senso che ognuno ha le proprie aspettative rispetto a ciò che vuole dal Napoli. Se guardiamo gli ultimi 15 scudetti, vediamo chi li ha vinti e poi capiamo anche cosa ha in mente il tifoso. Se l’obiettivo è continuare a ottenere risultati e vincere, secondo me la scelta di Allegri non sarebbe affatto sbagliata. È chiaro che si tratterebbe di un tipo di calcio diverso da quello di Sarri o di Italiano: un calcio più tradizionale, in cui si difende bene e si valorizzano le qualità dei giocatori per vincere le partite. Nel calcio, secondo me, vale tutto. Ognuno ha le proprie metodologie, il proprio modulo e il proprio atteggiamento, ma l’obiettivo resta uno solo: vincere. Poi si può arrivare alla vittoria in tanti modi: giocando un calcio spettacolare, offensivo o difensivo. L’abbinamento tra bel gioco e vittoria, però, capita raramente. Il Napoli di Spalletti resterà nella storia proprio perché ha unito entrambe le cose. Bisogna quindi analizzare bene allenatori e profili prima di giudicare”.

Per Conte la vittoria conta tantissimo, è quasi il suo unico mantra. Secondo te il rapporto tra Napoli e Conte è davvero finito? “Io credo che il bilancio dell’esperienza di Conte al Napoli non possa che essere positivo. Mi aspetto domenica un’ovazione al Maradona per il suo saluto. Un allenatore che in due anni porta uno scudetto e una Supercoppa merita solo applausi: a Napoli è riuscito solo un altro grande allenatore a fare qualcosa di simile, quello a cui è stato poi intitolato lo stadio. È difficile avere un sentimento diverso nei confronti di Conte da parte della tifoseria. Le critiche che ha ricevuto, a volte, sono state poco lucide: si è detto spesso che “il Napoli gioca male”, che “Conte non sa fare i cambi”, che “non sa gestire la doppia competizione”, come se si parlasse di un allenatore inesperto. Ma ogni allenatore ha le proprie idee e metodologie. Alla fine contano i fatti, e come dice Conte: “chi scrive la storia, gli altri la leggono”.

Un nostro ascoltatore, Alessandro, scrive: “Volete scommettere che tutti quelli che non volevano Conte lo rimpiangeranno se il prossimo anno si giocherà bene ma senza vincere nulla? A Napoli si è criticati anche Ancelotti, come se avessimo vinto 20 scudetti”. C’è un po’ questa sensazione? “A volte le cose si apprezzano solo quando non ci sono più. Secondo me c’è stato un eccesso di critiche nei confronti di Conte. Quest’anno, ad esempio, abbiamo sentito di tutto, ma possiamo davvero attribuire tutto a lui? Non si può dire che sia colpa sua se ci sono stati tanti infortuni gravi. In una stagione con oltre 40–50 infortuni, alcuni anche lunghi e su giocatori chiave colpiti più volte, è difficile mantenere un rendimento altissimo. In una situazione del genere, arrivare secondi o al massimo lottare per il secondo posto diventa comunque un risultato coerente. Storicamente, dopo gli scudetti, il Napoli ha spesso vissuto stagioni complicate o deludenti. Per questo, giudicare negativamente Conte per questa stagione sarebbe un errore”.


Pasquale Salvione a Napoli Talk
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