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Bianchi: "Var? Se la partita viene arbitrata dalla tecnologia, c'è un problema"

di Fabio Tarantino

Ottavio Bianchi, ex allenatore del Napoli, tecnico del primo scudetto, è intervenuto nel corso di Pausa Caffè, trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).

"Campionato finito? Assolutamente no, almeno io la penso così. Siamo ancora a metà campionato e possono succedere tantissime cose. L’importante è rimanere nelle zone alte della classifica. Pensare che il campionato sia già finito, sia in alto sia in basso, io non me la sento proprio di dirlo".

"Cosa non ha funzionato col Parma? L’unico che può dire certe cose è l’allenatore. Noi possiamo solo dire cose inesatte. Se l’allenatore ha voglia e possibilità di spiegare quello che pensa, allora sì che si possono avere indicazioni vere sulla situazione".

"I campionato si decidono in primavera? A Napoli la primavera incide molto sulla preparazione e sulla condizione fisica. Io lo ricordo bene, sia da allenatore che da giocatore: nei primi anni stavo benissimo, poi con il caldo sentivo le gambe appesantirsi. Il clima di Napoli è diverso da quello del Nord, quindi anche la preparazione deve essere diversa. Inoltre i microtraumi che a inizio stagione si sopportano bene, in primavera richiedono più tempo per recuperare".

"Lucca? Io non ho visto un allenamento del Napoli, non so come lavorano in campo, quale sia la mentalità dell’allenatore, la tattica, chi gioca vicino a certi giocatori. Anche se sono “datato”, ho fatto questo mestiere e non posso cadere in queste semplificazioni".

"Var? Io preferisco l’arbitro alla Casarin. Finché non ci si mette d’accordo su cosa significhino dieci centimetri, il problema resta. Noi vediamo solo il frame finale, ma tutto il movimento senza palla, il posizionamento, l’interpretazione non li vediamo. Se il VAR serve a ridurre l’errore arbitrale, ben venga. Ma se la partita deve essere arbitrata dalla tecnologia, allora no".

"Rosso di Conte a Milano? L’allenatore in panchina non può sprigionare tutto quello che sente. Il ruolo più “libero” in questo senso è quello del giocatore. Poi ci sono allenatori più esuberanti e altri meno: fa parte del carattere, delle caratteristiche personali. Non siamo tutti uguali".


Ottavio Bianchi a Pausa Caffè
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