Biazzo: “ADL vuole chiarezza! Se Conte pensa di andare via, deve dirlo subito!”
Salvatore Biazzo, giornalista, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).
Hai avuto modo di conoscere Franco Esposito? Se sì, vuoi ricordarlo? E cosa rappresentava per il giornalismo napoletano? “Franco Esposito è stato un grande giornalista e io mi auguro venga ricordato come tale. Faceva parte di una generazione che andava sempre a cercare le notizie, non le aspettava. Sapeva rapportarsi con i colleghi, non era arrogante, non era presuntuoso, ed era soprattutto appassionato del mestiere. Era una persona di grande spessore umano e professionale, uno di quelli che quando lo leggevi imparavi sempre qualcosa. Ha raccontato gli anni più belli del Napoli, le imprese di Maradona, e questo resterà nella storia sua e del giornale per cui ha lavorato a lungo. Era uno di quei giornalisti che oggi definiremmo “di classe”, con un enorme bagaglio umano e professionale”.
Che idea ti sei fatto di Parma-Napoli e della stagione del Napoli? Il sogno Scudetto è finito? “Il sogno si è praticamente sgonfiato. Le probabilità erano già basse e ora sono quasi azzerate, anche perché l’Inter continua a dimostrare grande solidità, anche contro squadre difficili. Le rivali su cui si sperava che potessero fermare l’Inter non hanno inciso, quindi il campionato sembra chiuso. Per quanto riguarda il Napoli, contro il Parma ci si aspettava qualcosa in più. La partita si poteva vincere: nel secondo tempo contro il Milan si era visto un altro ritmo, e con quella intensità probabilmente il Napoli avrebbe segnato anche due o tre gol. Invece il Parma ha segnato subito e questo ha condizionato tutto. C’è però anche un problema ricorrente: il Napoli ha subito gol troppo presto in diverse partite, segno di una certa fragilità iniziale che va corretta”.
Che giudizio dai sui portieri del Napoli, in particolare su Milinković-Savić e Meret? “Io ero già perplesso all’inizio su Milinković-Savić e lo sono ancora di più oggi. Non è una questione personale, ma di valutazione tecnica: non mi sembra superiore a Meret. Meret ha vinto più trofei e ha sempre garantito un rendimento importante, anche se è stato spesso criticato ingiustamente. Milinković-Savić, invece, ha avuto anche alcuni errori evidenti in stagione. Non parlo solo del Parma, ma anche di altre situazioni in cui si poteva fare meglio. È vero che alcuni gol erano difficili da parare, ma ci sono stati episodi evitabili. Il punto è che questa alternanza tra portieri non ha aiutato la stabilità della squadra”.
Quanto è importante il mercato e la chiarezza tra Conte e la società per il futuro del Napoli? “È fondamentale fare chiarezza. Non ha senso prendere esterni o giocatori che poi non vengono utilizzati. Bisogna capire quale progetto tecnico si vuole seguire. Il mercato è centrale: serve sapere se Conte resta e con quali idee, perché altrimenti si rischia confusione. Anche la gestione di alcuni acquisti va chiarita, così come il rapporto tra allenatore e direttore sportivo. Serve una linea unica e condivisa”.
Le parole di De Laurentiis su Conte e sul suo futuro cosa significano davvero? “De Laurentiis ha voluto dire che vuole chiarezza. Se Conte pensa di andare via, deve dirlo subito, non aspettare fine stagione, così il club può organizzarsi. Io però credo che Conte voglia restare e ottenere certezze sul progetto. È un allenatore che pretende molto, ma anche perché sa di valere tanto. Probabilmente il futuro si deciderà a fine stagione, quando si tireranno le somme”.
Che scenario vedi per il futuro della FIGC e del calcio italiano con Malagò e le riforme? “È una situazione molto complessa e tutta italiana. Ci sono troppe variabili: FIGC, Leghe, politica sportiva, e tutto si intreccia. Malagò è stato candidato da molte società, ma non è una scelta scontata. Serve capire se ci sarà una vera riforma o un semplice cambio di gestione. Il problema è che si parla di rivoluzioni del calcio – riduzione squadre, nuovi format, cambi regolamentari – ma poi nella pratica è tutto difficile da realizzare”.
Che idea hai delle proposte di De Laurentiis su riforma dei campionati e del calcio europeo? “De Laurentiis ha idee molto forti e provocatorie: ridurre le squadre, cambiare format, creare nuove competizioni tra i migliori club europei. Sono proposte che fanno discutere, ma nella realtà sono difficili da applicare. Il calcio italiano è nato su certi equilibri economici e territoriali, e stravolgerli non è semplice. Bisogna capire cosa è realmente realizzabile e cosa resta solo un’idea di riforma”.