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Biazzo: "Conte troppo pieno di sé. Ha vinto, ma non l’ha fatto gratis. E squadra gioca male"

di Antonio Noto

Salvatore Biazzo, giornalista, è intervenuto nel corso di "Domenica Azzurra" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).

Il Napoli ha deluso più per il risultato o per la prestazione?

"La partita a cui abbiamo assistito ieri è stata imbarazzante, imbarazzante per i tifosi, perché comunque, al di là del fatto che uno dice vabbè arriva il risultato, però poi non arriva né il risultato né il gioco, perché se tu perdi avendo giocato nessuno ti può rimproverare alcunché. Ma se perdi non avendo giocato, essendo addirittura succube di una squadra che non ti chiede niente, perché la Lazio non chiedeva niente, la Lazio chiedeva una tranquillità, invece ha visto che il Napoli era quello che era e ha cominciato ad attaccare, lo ha fatto con veemenza sin dall’inizio, ad una velocità supersonica, e ci è sembrata supersonica perché era lento il Napoli. Cioè voglio dire, tanto più veloce ti sembra l’avversario quanto più lento sei tu."

Ti aspetti un cambio nelle ultime partite?

"Non mi aspetto granché, non voglio che venga colta una vena di pessimismo perché per natura sono ottimista, ma non mi aspetto alcunché, perché vedo che viene meno quella forza mentale. Lo dicevo ieri ricordando un’intervista di Djokovic, al quale chiedevano come mai a quell’età lui avesse ancora tanta voglia di vincere e come mai non sentisse lo stress, il lato positivo e il negativo della psiche. E lui diceva che proprio la grande capacità, tra uno che è uno e gli altri che sono tutti gli altri, è proprio nella differenza di saper gestire i momenti negativi. Allora, se tu non ce la fai fisicamente ma sei motivato da grande orgoglio, dalla voglia di voler dare a 52.000 persone che fanno il sold out per una partita che poi, in fin dei conti, non è che valga tantissimo, anche se io credo che ci sia differenza tra arrivare secondo prima del Milan e terzo dopo il Milan, per me fa differenza e credo che lo faccia anche per i tifosi, e lui diceva che bisogna gestire i momenti negativi ed eliminarli, avere questa forza mentale. Se tu questa forza mentale non ce l’hai vuol dire che, come allenatore, hai trasferito un messaggio sbagliato."

Lo staff del Napoli è adeguato ai risultati?

"Stamattina, per ironia, io poi sono un po’ curioso, sono andato a vedermi qual è lo staff del Napoli: è uno staff imponente dal punto di vista dei medici, dal punto di vista tecnico, con Oriali che è il coordinatore sportivo, non so di che cosa, visto che il Napoli non è una polisportiva ma è semplicemente una squadra di calcio. Non è il Galatasaray, non è il Real Madrid o il Barcellona che hanno più squadre. Abbiamo uno staff imponente che, a questo punto, io ritengo, forse a ragione De Laurentiis, anche sovradimensionato rispetto a quelli che sono i risultati. Hai vinto uno scudetto, adesso fai fatica non a conquistare il secondo o terzo posto, perché ci può essere comunque la qualificazione, ma a giocare in quella maniera."

Qual è il ruolo di De Laurentiis in questo momento?

"Io ho visto il volto di De Laurentiis ieri dopo il secondo gol: era atterrito, basito. Io così giù non l’ho mai visto. Tu hai una bellissima auto: quando perde qualche colpo la porti dal meccanico e il meccanico cosa fa? Ti fa la diagnosi. Io credo che De Laurentiis debba fare una diagnosi insieme a Conte e vedere dove si è sbagliato, sul mercato e non solo."

Il problema è anche la comunicazione e l’ambiente?

"Noi per tutta una settimana, invece di ragionare, ci siamo abituati al tema Conte-Nazionale, Conte non Nazionale, che è un falso problema. Perché, se è vero forse che De Laurentiis lo vuole mandare via e che lui se ne vuole andare, con la FIGC che è senza presidente non può nominare un CT. Per cui il discorso arriverebbe alla fine di giugno, quando il Napoli è già in partenza per il ritiro. E allora De Laurentiis deve dire: abbiamo fatto chiacchiere per una settimana, adesso fammi capire se vuoi restare o andare via."

Il Napoli ha un progetto tecnico chiaro?

"Noi l’unico vero ciclo che abbiamo avuto e portato a compimento è partito con Napoli-Cittadella 3-3, prima partita di Serie C1, quando non c’erano nemmeno le magliette. De Laurentiis fece una grande operazione, dando tre anni per portare la squadra in Serie A, poi diventati quattro. Quel progetto è stato concluso. Poi ne ha fatto un altro, riportando il club ad alto livello, con qualificazioni europee e piazzamenti importanti. Oggi invece si parla di nuovi progetti senza aver completato quelli in corso."

Come giudichi la comunicazione di Conte?

"È una comunicazione sbagliata. Conte è laureato, è preparato, quindi sa quello che dice. Non è un incidente di percorso. In passato allenatori come Ottavio Bianchi rispondevano in modo più elegante, senza creare polemiche. Conte invece è troppo pieno di sé. Ha vinto, certo, ma non l’ha fatto gratis. E oggi la squadra gioca male."

Quanto è importante il piazzamento finale?

"È fondamentale, soprattutto per la Champions, perché lì ci sono tanti soldi. Il Napoli non è mai arrivato fino in fondo anche per questo motivo. Il piazzamento conta e incide sul futuro del club."


Salvatore Biazzo a Domenica Azzurra
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