.

Biazzo: "Quanto livore sul rigore, ADL dà fastidio! Buongiorno? Andava tolto prima..."

di Redazione Tutto Napoli.net

Salvatore Biazzo, giornalista, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "E' dall’inizio del campionato che vediamo sempre due Napoli. Lo abbiamo visto anche in partite molto importanti: un primo tempo stellare e poi un secondo tempo completamente diverso, a volte brutto, a volte solo di sofferenza. È successo quest’anno e anche nella scorsa stagione. Pensa a Bologna in campionato e poi alla Supercoppa: due Napoli completamente diversi, eppure la formazione era praticamente la stessa. Quindi sì, McTominay pesa tantissimo, ma la discontinuità è un dato che esiste da tempo”.

Sugli episodi arbitrali si è parlato molto del rigore concesso al Napoli allo scadere, meno di quello dato al Genoa. Come li hai letti?
“Gli episodi sono sempre opinabili. Io non ricordo un episodio su cui ci sia stata unanimità, non ho mai sentito dire ‘è nettissimo’. Sul primo rigore, quello nato dall’errore di Buongiorno, se non fosse stato fischiato avremmo gridato allo scandalo. Sul secondo, quello su Vergara, qualche perplessità in più ce l’ho, ma la cosa che mi ha colpito davvero non è tanto il rigore in sé, quanto le reazioni successive”.

Ti riferisci alle dichiarazioni di alcuni allenatori?
“Esatto. Mi ha fatto riflettere il fatto che diversi allenatori, in particolare di quattro squadre, si siano espressi su Vergara. Gasperini che parla di ‘rubacchiare qua e là’, Spalletti che ormai è entrato in una dimensione quasi filosofica, da guru del calcio italiano. Io preferivo lo Spalletti pragmatico, concreto, quello del Napoli. Detto questo, mi sono chiesto: perché tutto questo livore verso il Napoli?”.

E che risposta ti sei dato?
“La tesi è ardita, lo ammetto, ma credo non sia lontana dalla realtà. Il Napoli dà fastidio perché è una società sana, perché ha i conti a posto, perché ha liquidità, perché rispetta i parametri. In un sistema in cui vengono ammesse squadre indebitate fino al collo, una società che funziona diventa un problema. Le quattro squadre che più hanno parlato sono le stesse che, guarda caso, hanno di fatto impedito al Napoli di fare mercato a gennaio se non a saldo zero. Eppure il Napoli, pur con questi vincoli, è riuscito a muoversi”.

Stai dicendo che il punto di forza del Napoli diventa il punto di debolezza del sistema?
“Esattamente. Se io devo ammettere club che non hanno i requisiti, una squadra che invece li ha tutti mi mette in difficoltà. E allora dà fastidio. Il Real Madrid o il Barcellona hanno debiti enormi, ma hanno stadi di proprietà, ricavi strutturali, garanzie immobiliari. Il Real Madrid incassa centinaia di milioni solo dallo stadio. In Italia no. E De Laurentiis ha sempre avuto ragione a volere uno stadio che garantisca ricavi. Il Napoli è perfetto dal punto di vista societario, ed è questo che dà fastidio”.

Torniamo al campo. Napoli-Como: se il Napoli non dovesse passare il turno sarebbe una stagione fallimentare?
“No, assolutamente no. Intanto bisogna vedere come finirà la stagione. Il Napoli ha vinto una Supercoppa, ha dato continuità di risultati, ha mostrato una sua identità. La Champions è stata deludente, questo sì, ma se vai a rivedere le partite ci sono episodi chiari: Benfica-Napoli, il rigore regalato al Copenaghen. Parlare di fallimento è eccessivo. Fallire significa non centrare un obiettivo, non significa bancarotta. Se il Napoli centra la Champions, come sono convinto farà, e ha vinto un trofeo, non può essere una stagione fallimentare”.

Molti giocatori, nonostante gli infortuni, hanno aumentato il proprio valore. Sei d’accordo?
“Assolutamente sì. Anguissa, McTominay, Lobotka: non c’è un club al mondo che non li vorrebbe. De Bruyne ha ancora mercato, eccome se ce l’ha. Anche Buongiorno, al netto degli errori, resta un difensore di grande qualità. A Genova mi è dispiaciuto vederlo uscire in lacrime dopo il secondo errore: lì serviva forse toglierlo prima. Adesso va recuperato psicologicamente, altro che solo dal punto di vista medico”.

Chiudiamo su Giovane: pochi minuti contro il Genoa, impressioni non esaltanti. Che idea ti sei fatto?
“Io starei molto cauto. È giovane, di nome e di fatto. Vale lo stesso discorso per lui e per Alisson. Bisogna aspettare. Noi abbiamo la tendenza a giudicare subito: basta una scheda su Wikipedia e qualcuno diventa un fenomeno o un brocco. Preferisco vederli all’opera davvero. Sono stati presi in prospettiva, come elementi di sorpresa. Diamo loro il tempo di dimostrare chi sono”.


Salvatore Biazzo a Cronache Azzurre
Altre notizie
PUBBLICITÀ