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Biazzo: "Sentito Conte? Ha fatto capire le sue intenzioni per l'anno prossimo"

di Pierpaolo Matrone

Salvatore Biazzo, giornalista, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “Alisson? Uno capace di cambiare la partita, merita un po’ di minutaggio da titolare. Soprattutto in una squadra purtroppo ricca di infortuni: i titolari, come li chiama Conte, i ‘titolarissimi’, hanno affanno. Politano, per esempio: quello visto in questa stagione è cosa ben diversa da quello delle passate. Incide anche il fattore anagrafico, certo, ma non puoi puntare sempre su Politano. Se lo fai esprimere 45-50 minuti probabilmente ti dà molto di più che portarlo fino alla fine”.

E su Gilmour: rientra e dà subito qualità, con un passaggio chiave nell’azione del gol. Quanto può pesare? “Hai ragione, perché quando è arrivato lo avevamo salutato come un talento che poteva fare coppia addirittura con McTominay, parlando degli scozzesi che avevano in qualche maniera cambiato il Napoli. È stato un po’ sfortunato, probabilmente utilizzato poco, ma ha numeri. L’ho detto per Neres, lo dico per Vergara, l’ho detto per Santos dopo averlo visto bene ieri e lo dico anche per Gilmour: certe cose o le hai nel DNA o non ce l’hai. E lui ce l’ha”.

Napoli-Roma: che lettura dai del match e dei gol presi? “È una partita cominciata male. La Roma ti travolge con la velocità, ma non è che l’ha inventata col Napoli: gioca così sempre. E poi c’è Malen, che ieri sarà stato anche un po’ fortunato nella doppietta: non sul primo gol, ma sul rigore. Uno dei gol andava controllato meglio, ma lì c’è responsabilità anche del portiere: era evidente che la palla sarebbe finita al centro. Il grande portiere prova a intercettare, rischiando, ma se resti fermo tra i pali uno come Malen ti mette in fila”.

A proposito di portieri: come va avanti il dualismo Meret-Milinkovic-Savic? Conte ha scelto? “Milinkovic-Savic, con tutto l’affetto e il disincanto di chi ha visto tanti portieri, anche migliori, qualche cosa di sbagliato lo ha fatto anche in Champions: penso alla partita col Benfica, due gol presi su colpo di tacco… Non esce mai. Anche se nell’ultima partita che ha giocato prima di ieri era uscito sui cross, quindi magari l’allenatore dei portieri gli avrà detto qualcosa. Però io mi regolo con un parametro semplice: se guardi le statistiche, Meret è davanti a Milinkovic-Savic in tutte le graduatorie. E ha fatto pure un assist con un lancio lungo. Milinkovic-Savic è stato preso per i lanci lunghi, ma direi a Conte: guarda che Milinkovic-Savic non è Tom Brady. E se devo spiegargli chi è Tom Brady, è il più grande lanciatore di football di tutti i tempi. Perché non è che tutti i lanci siano perfetti al 100%: se l’idea è ‘palla lunga e dove va va’, quello lo facciamo tutti”.

Non c’è il rischio che il Napoli diventi monotematico: lancio lungo e palla su Højlund? “Il rischio c’è. Non puoi puntare tutto su un solo elemento. Quando riesci a saltare il primo pressing, poi hai una porzione di campo enorme da sfruttare: è lì che sono arrivati i gol del Napoli, soprattutto quello di Spinazzola, con una bella trama di gioco. Se butti sempre via il pallone, diventi prevedibile”.

Spinazzola: che giudizio dai? “Per me Spinazzola è già un calciatore di livello alto. Per la duttilità, per l’elasticità: è capace di muoversi dappertutto. Dove lo metti lo trovi, non scompare. Se gli dici ‘spostati a destra’ o vai addirittura sotto punta, non si tira indietro: ha acquisito autorevolezza. Per me Spinazzola è ‘una grande franchezza’”.

Da qui alla fine: il Napoli soffrirà fino all’ultima giornata per la Champions? “Con l’emergenza che continua – adesso c’è anche la questione Rrahmani – ogni partita è una vittima, ogni partita c’è un caduto. Però io non vedo una sofferenza fino alla fine: vedo un Napoli che ci offrirà spunti molto positivi. E tra Roma e Juventus, per come la vedo io, resta fuori la Juve. Vedo Spalletti un po’ sopra le righe, più ‘guru’ che allenatore. La Roma non è più forte della Juventus, ma Gasperini è più forte: è uno che sta lì da trent’anni, sa come spostare i pezzi. Se risolve il problema Dybala, diventa molto competitiva”.

Conte sta già pensando al futuro? “Sì, sai perché? Ieri, tornando da Napoli, ho sentito Conte in radio: ha cominciato a parlare del futuro, dicendo ‘vedremo se questi saranno elementi che potremo utilizzare nella prossima stagione’. In quel discorso, a mio giudizio, è implicita una sua presenza: si sente dentro un progetto che non è finito. E poi, secondo me, vuole dimostrare una cosa: a furia di dire che in Champions non è capace di gestire, lui vuole dimostrare il contrario”.

In chiusura hai anche aperto un tema “sistema”: la Champions pesa troppo sul piano economico? “Certo. In Champions, se vinci e arrivi almeno agli ottavi, parliamo di circa 185 milioni di euro: per una squadra indebitata è ossigeno per la stagione successiva. E questi discorsi passano nella mente di qualcuno. In un campionato in cui poche squadre sono in attivo e tante in passivo, chi governa il sistema guarda anche a questo: se si rompe il giocattolo, non funziona più niente”.


Salvatore Biazzo a Napoli Talk
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