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Bucchioni: "Zaniolo-Napoli può diventare un grande affare! Un solo dubbio"

di Fabio Tarantino

Enzo Bucchioni, giornalista ed editorialista Tmw, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

Parlavamo di Nicolò Zaniolo, che sembra interessare molto al Napoli: cosa ne pensi del momento del giocatore e di un possibile approdo in azzurro?

"Infatti per la stagione che sta facendo non mi meraviglio, è un giocatore che sembra ritrovato, è un giocatore che ha quella potenza, quello strappo, la capacità che abbiamo visto nell’ultima gara, quella con il Milan è stata veramente devastante. Ha ricordato lo Zaniolo dei primi tempi, quello della Roma, poi frenato dagli infortuni e non solo. Il tema è quello che avete accarezzato voi: Zaniolo si è ritrovato in una piazza come quella di Udine che è una piazza straordinaria sotto questo aspetto perché non ci sono pressioni, una società molto organizzata che ti mette nelle condizioni di esprimerti al meglio. Se è servita questa stagione a Udine a Zaniolo per resettare gli ultimi anni e ripartire in condizioni diverse, l’abbiamo visto star bene fisicamente ma anche mentalmente. Se si vuole veramente rilanciare deve dirlo lui, deve farlo capire lui, perché certamente l’abbiamo visto anche nella Fiorentina: la precedente esperienza è durata pochi mesi e non ha portato a nulla, con un giocatore che non era mentalmente pronto, non aveva resettato, era ancora prigioniero di certe situazioni, di certi fantasmi. A Udine non si sono viste queste cose. Se è questo, è chiaro che io lo prendo: io Napoli, io grande società, perché dal punto di vista tecnico offre delle soluzioni, soprattutto nel calcio che esprime Napoli, un calcio molto offensivo, anche con Conte. Ha bisogno di giocatori che abbiano questo strappo. Può diventare un grande affare, non c’è dubbio."

Passando al Napoli visto a Parma: ti ha convinto questa squadra con i Fab4 o pensi serva più imprevedibilità, magari con Alisson Santos dall’inizio?

"Sì, guarda, io sono stato un po’ deluso dalla partita con Parma, come tutti ovviamente. Ci eravamo detti: il Napoli deve vincerle tutte da qui alla fine, poi vediamo cosa fa l’Inter. Invece il primo appuntamento non era neanche eccessivamente difficile: Parma è una buona squadra, niente di più. Napoli purtroppo non è riuscito a vincere e anch’io mi sono chiesto se un giocatore come Alisson Santos sarebbe stato meglio dall’inizio per darti superiorità contro una difesa molto chiusa. Forse sì, forse anche la sostituzione andava fatta prima. Questa volta non è entrato in partita, in altre occasioni aveva fatto la differenza, ma non è stato l’Alisson Santos visto nelle gare precedenti. Ormai quei due punti persi diventano determinanti, perché l’Inter può fare sei punti nelle prossime due. Ora mi sembra improponibile parlare di scudetto: Napoli deve difendere il secondo posto. Il sogno scudetto è finito a Parma."

In queste settimane si è parlato molto di Antonio Conte e della nazionale: è cambiato qualcosa secondo te?

"Nel calcio non mi meraviglio di nulla: dire e non dire, smentire cose già dette. È un grande gioco delle parti. Le dichiarazioni sono un teatrino: spesso sono bugie di necessità, per mascherare situazioni. Credo che ci sia stata una fuga in avanti da parte di Conte e poi un tentativo di riequilibrare. Quello che è evidente è che Conte sarà sicuramente uno dei candidati per la nazionale. Se ci sarà un certo tipo di scenario, nel programma ci sarà Antonio Conte. Però siamo in una fase di stallo: le elezioni sono lontane e da qui ad allora può succedere di tutto. Ognuno cerca di mascherarsi. Io sono convinto che, se ci sarà un ribaltone, il numero uno degli allenatori sarà Antonio Conte: non a caso ha detto certe cose, evidentemente aveva avuto delle sollecitazioni."

Sabato c’è Napoli-Lazio: che partita ti aspetti e quanto conta la sfida tra Conte e Sarri?

"Sì, due grandi tecnici. A Napoli conoscete bene Sarri, è ancora molto amato: sono convinto che se tornasse sarebbe accolto benissimo, perché quel calcio fantastico che ha fatto vedere non si è più rivisto. Purtroppo questa partita arriva in un momento particolare: la Lazio mi sembra abbia la testa alla semifinale di Coppa Italia. Sarri ha fatto molto turnover, gestendo i giocatori per quella gara. Credo quindi che questa partita non sarà così spettacolare. La Lazio è in un limbo di classifica, una stagione complicata tra problemi gestionali, infortuni e cessioni. Non mi aspetto una Lazio che dia tutto. Questo può favorire il Napoli, che però non deve mollare e deve chiudere con intensità e dignità. Se devo fare un pronostico, per il Napoli può essere una partita anche facile."

Secondo te Sarri potrebbe essere un profilo adatto anche per la panchina della nazionale?

"Io ho un’idea diversa. Ho lavorato con allenatori come Sacchi: sono tecnici che hanno bisogno di avere i giocatori tanto tempo per trasmettere meccanismi e movimenti. Questo tipo di allenatore in nazionale ha sempre fatto fatica. In nazionale serve più un selezionatore: devi scegliere i giocatori e dare in pochi giorni un’identità. Allenatori come Sarri o anche Spalletti hanno bisogno di tempo per lavorare sul gioco. Io preferirei un’altra tipologia: un Allegri, gestore di uomini, o un Antonio Conte, che è un mix tra lavoro sul campo e gestione."


Enzo Bucchioni a Pausa Cffè
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