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Caccavale: “Napoli costruito per fare un calcio offensivo e dominante! Allegri è in grado?”

di Francesco Carbone

Ernesto Caccavale, giornalista ed ex europarlamentare, è intervenuto nel corso di 'Difendo la Città', trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).

Cosa ti ha colpito delle dichiarazioni di ADL e del nuovo progetto tecnico del Napoli? “De Laurentiis ha lasciato intendere diverse cose, anche se senza entrare troppo nei dettagli. Ha parlato di scelte tecniche, del nuovo allenatore e del progetto futuro, ma senza esplicitare alcune dinamiche che sarebbero interessanti da chiarire, come ad esempio perché si sia arrivati ad Allegri o perché altri percorsi siano stati accantonati. Non era comunque il momento per affrontare certi temi, anche perché non tutte le informazioni sono ancora ufficiali. Alcune ricostruzioni giornalistiche ci aiutano a capire la direzione, ma restano margini di incertezza. La sensazione è che il presidente abbia voluto mantenere un equilibrio comunicativo, forse anche dopo le ultime conferenze, evitando polemiche dirette. In generale, De Laurentiis ha ribadito concetti già noti: ambizione, progetto, giovani, centro sportivo e volontà di costruire una squadra più strutturata. Ha anche evitato riferimenti diretti a singoli episodi o responsabilità, spostando il focus sul futuro”.

Che idea ti sei fatto del rapporto tra De Laurentiis, De Bruyne e il progetto tecnico del Napoli? “Su un punto mi sento di prendere posizione a favore di De Bruyne. È vero che De Laurentiis ha ragione nel dire che i giocatori sono stipendiati dal club e devono rispettare le decisioni societarie, ma è altrettanto vero che nell’ultima stagione il Napoli non ha offerto uno spettacolo continuo e convincente. Non ricordo molte partite davvero entusiasmanti, e questo è un dato oggettivo. De Bruyne può essere criticato per le sue dichiarazioni, ma nel merito del discorso sollevato non ha tutti i torti: oggi non si può costruire un progetto vincente senza un’identità di gioco chiara e propositiva. È questo l’aspetto che preoccupa di più. Per quanto riguarda Allegri, è vero che potrebbe valorizzare giocatori tecnici come De Bruyne, ma il suo approccio resta più prudente e meno orientato allo spettacolo. La domanda vera è se riuscirà ad adattarsi a una squadra che, per struttura, avrebbe bisogno di un calcio più offensivo e dominante”.

Come si inserisce Allegri nello spogliatoio del Napoli e che tipo di impatto potrebbe avere? “Dal punto di vista della gestione dello spogliatoio, Allegri è molto abile: è più morbido, più diplomatico e generalmente più accomodante rispetto ad altri allenatori, soprattutto con i giocatori più forti e tecnici. Da questo punto di vista, non credo ci saranno problemi: penso che verrà accolto bene dal gruppo. Il tema vero, però, resta il suo stile di gioco. Negli ultimi anni Allegri ha adottato un calcio più speculativo e pragmatico, e questo è l’aspetto che genera qualche dubbio. La rosa del Napoli, per caratteristiche, potrebbe adattarsi a un 4-2-3-1, con De Bruyne in posizione avanzata. Ma la domanda è se Allegri sia disposto e in grado di sostenere un sistema così offensivo e propositivo, considerando che le grandi squadre europee oggi vanno proprio in quella direzione. Il dubbio è tutto lì: non tanto nella gestione del gruppo, quanto nella compatibilità tra filosofia di gioco e struttura della squadra”.


Ernesto Caccavale a Difendo la Città
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