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Caccavale: “Silenzio Napoli dannoso! Infortuni? Anche i campi di Castel Volturno…”

di Francesco Carbone

Ernesto Caccavale, giornalista ed ex europarlamentare, è intervenuto nel corso di 'Difendo la Città', trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android). 

Siamo arrivati alle ultime dieci partite della stagione. Che riflessioni sta facendo il Napoli in questo momento? “Credo che in questa fase ci sia bisogno di fare delle riflessioni importanti. Mancano dieci partite alla fine della stagione e penso che sia la società Napoli sia tutto lo staff tecnico di Conte stiano analizzando bene la situazione. Se vogliamo entrare più nello specifico degli aspetti tecnici, io credo – e l’avevo già detto la settimana scorsa – che Conte stia pensando di tornare alla difesa a quattro”.

Ma con la rosa attuale il Napoli ha gli uomini per passare alla difesa a quattro? “Il problema è proprio questo. Oggi passare alla difesa a quattro significherebbe probabilmente tenere Mazzocchi tra i titolari, perché non abbiamo molte alternative. Però posso azzardare un’ipotesi su quello che potrebbe avere in mente Conte. Nelle ultime quattro o cinque partite ha provato Gutiérrez sulla destra come quinto di centrocampo. Potrebbe anche pensare di utilizzarlo come terzino destro in una difesa a quattro. In precedenza lo abbiamo visto come esterno nel sistema con la difesa a tre, insieme a Spinazzola, quando Politano non stava bene. È una soluzione un po’ azzardata e complicata, lo riconosco, ma Gutiérrez nella sua carriera ha spesso giocato in una linea difensiva a quattro, quindi potrebbe essere adattato anche a destra. È chiaro che quel ruolo sarebbe di Di Lorenzo e che oggi la sua alternativa naturale resta Mazzocchi. Però la difesa è un reparto dove ormai gli uomini sono contati e credo che anche Conte stia facendo questo tipo di riflessione. Al contrario, a centrocampo finalmente c’è più abbondanza”.

A proposito di centrocampo, con i rientri dei titolari cambia qualcosa? “Finalmente stanno tornando i cosiddetti “Fab Four”, quindi ci saranno più soluzioni. Anche se bisogna essere cauti: per esempio Lobotka potrebbe non farcela. Il problema è che il Napoli ultimamente comunica pochissimo e questo è abbastanza strano. Non abbiamo quasi più notizie: non sapevamo, ad esempio, della presenza di Milinkovic-Savic e Giovane alla BMT alla Mostra d’Oltremare. C’erano dei giocatori, ma noi non siamo stati informati. Non riesco a capire perché il Napoli si stia chiudendo così tanto: non ci sono conferenze stampa, arrivano pochissime informazioni. Devo dire che questa situazione mi lascia un po’ stranito”.

Secondo te questa mancanza di comunicazione è una scelta della società o dello staff tecnico? “Da uomo di comunicazione devo dire che su questo punto c’è poco da obiettare: è un aspetto negativo. Il fatto che il Napoli sia così chiuso non lo trovo positivo. Non so se dipenda da una scelta della società, di Conte o dello staff, ma mi sembra una strategia controproducente. È vero che ora bisogna restare concentrati perché mancano dieci partite, ma questo non significa chiudersi completamente”.

Un esempio è la situazione di Lobotka: perché non arrivano comunicazioni chiare? “Esatto. Per due giorni non è arrivato nessun comunicato e poi, quando è arrivato, non ha chiarito molto. Lo stesso è successo con Vergara. Non sappiamo se questi giocatori staranno fuori una settimana, due o tre. Quando ho avuto la prima informazione su Lobotka da una mia fonte mi è stato detto che si trattava di un sovraccarico e che poteva restare fermo almeno due o tre settimane. Poi qualcuno ha detto che sarebbe tornato subito. Si è dato per scontato che saltasse il Torino e che potesse esserci col Lecce, ma oggi non sappiamo nemmeno se si è allenato. Basterebbe un comunicato chiaro: “Sovraccarico per Lobotka, due settimane di stop”. Sarebbe tutto molto più semplice”.

Pensi che gli infortuni possano dipendere anche dai campi di Castel Volturno? “Sì, penso che Fabio abbia centrato il punto. Anche io credo che qualche problema possa essere legato ai terreni di gioco. Ricordo bene quella polemica sui campi di Castel Volturno. È una questione che il Napoli dovrebbe affrontare seriamente. I giocatori sono gli asset più importanti dal punto di vista economico per la società, forse gli unici veri asset, visto che il club non ha strutture di proprietà né un settore giovanile particolarmente produttivo. Se il valore dei giocatori si riduce a causa degli infortuni, il problema non è solo tecnico ma anche economico. Negli ultimi anni il Napoli ha fatto utili anche grazie alle plusvalenze su giocatori giovani. Quest’anno questo sarà molto più difficile, e gli infortuni complicano ulteriormente la situazione”.

Parliamo del campo: Anguissa dovrebbe tornare titolare? “Io Anguissa lo voglio sempre in campo. Non so se potrà reggere subito i novanta minuti, ma se sta bene partirei con lui titolare. Non credo che si possa passare da 45 a 90 minuti in una settimana, però molto dipenderà dal modulo. Se si continua con il 3-4-2-1 utilizzato nelle ultime partite, si potrebbe anche partire con Gilmour ed Elmas a centrocampo, con Giovane come trequartista accanto ad Alisson Santos e dietro Hojlund. In quel caso Anguissa potrebbe partire dalla panchina ed entrare a gara in corso. Detto questo, nelle ultime partite mi è sembrato fisicamente recuperato: non ha forzato, ha giocato più di posizione, ma mi è sembrato integro. Se sta bene, secondo me deve giocare”.


Ernesto Caccavale a Difendo la città
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