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Calamai: "Se il Napoli va in Champions, stagione da 6. Scudetto assegnato, a meno che..."

di Antonio Noto

Luca Calamai, firma storica de La Gazzetta dello Sport, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).

Il Napoli sta vivendo un’emergenza infortuni senza precedenti. Può essere solo casualità?
"No, è difficile pensarlo. A fine stagione De Laurentiis e la società dovranno interrogarsi seriamente sulle cause. Non parliamo di singoli giocatori fragili, ma di un problema trasversale che ha colpito l’intera rosa. Qualcosa, in prospettiva futura, andrà necessariamente rivisto".

Conte ha parlato con durezza del calendario congestionato. Condividi il suo sfogo?
"Il grido di Conte è giusto, ma secondo me andrebbe indirizzato soprattutto ai calciatori. La Lega segue le indicazioni delle società: dovrebbero essere i giocatori, a livello internazionale, a ribellarsi e pretendere calendari sostenibili, perché senza giocatori non si gioca".

Il problema è solo italiano o globale?
"È mondiale. Tra nuove competizioni, più partite di Champions, Conference League e Nations League, il calendario è sempre più ingolfato. L’intensità del gioco è aumentata e i calciatori sono sottoposti a uno stress continuo: stiamo andando contro un muro".

Gli stipendi elevati giustificano questo sistema?
"No. I top stipendi riguardano una minoranza. Il resto dei calciatori gioca comunque, si infortuna comunque. Sarebbe giusto investire una parte di quei guadagni per studiare seriamente il rapporto tra stress fisico e numero di partite".

Hai citato esempi concreti di allenatori penalizzati da questa situazione.
"Sì, Pioli alla Fiorentina ne è un esempio. Dopo una stagione con oltre 20 infortuni al Milan, ha scelto di lavorare sotto soglia per ridurre i rischi. Risultato? Squadra meno intensa e travolta quando gli avversari alzavano il ritmo. È un circolo vizioso".

Alcuni criticano Conte per il poco utilizzo delle rotazioni. È una critica fondata?
"In parte sì, ma non è un obbligo sfruttare tutta la rosa. Va anche detto che certe scelte di calendario, come Napoli-Fiorentina giocata di sabato alle 18, potevano essere gestite diversamente. Le società devono essere più attente anche a questi dettagli".

Obiettivo stagionale: solo Champions o c’è altro?
"Se il Napoli va in Champions, la stagione diventa sufficiente. Ha perso subito Lukaku, perno del progetto, e ha dovuto adattarsi a un attaccante completamente diverso come Hojlund. In queste condizioni bisogna prendere ciò che viene".

Scudetto definitivamente chiuso?
"Dipende solo dall’Inter. Se continua a vincere sempre, lo scudetto è suo. Ma se dovesse accusare stanchezza fisica o mentale per la Champions, qualcosa potrebbe riaprirsi. Il Napoli, senza coppe, potrebbe approfittarne".

Conte resterà a Napoli anche il prossimo anno?
"Io credo abbia ancora qualcosa da dare. Il tema infortuni sarà centrale nel confronto con De Laurentiis. Il presidente oggi fa bene a restare in silenzio, ma a fine stagione vorrà capire cosa non ha funzionato".

Conte ha parlato anche di Vergara: che messaggio lascia questa vicenda?
"È uno schiaffo al calcio italiano. Diciamo sempre che non produciamo talenti, poi emerge un ragazzo sconosciuto ai più. La vera domanda è: quanti 'Vergara' non fanno mai il loro esordio?".

Cosa dovrebbe cambiare allora?
"Serve un compromesso tra l’obbligo di vincere e il coraggio di rischiare. Conte vuole certezze, ed è normale, ma una piazza come Napoli deve anche permettersi qualche rischio in più. Se non fanno giocare i giovani le big è grave, ma se non lo fanno le medio-piccole è gravissimo".


Luca Calamai a Pausa Caffè
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