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Caos Var, Fabbroni a sorpresa: "Lo spegnerei fino a fine stagione!"

di Fabio Tarantino

Mario Fabbroni, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Senza Rrahmani, la difesa soffre: che stagione sarà senza di lui?
"Eviterei il ‘dovrebbe’: per Rrahmani la stagione è praticamente finita. L’infortunio è serio. La difesa sarà questa fino alla fine del campionato e bisognerà trovare equilibrio con questi uomini."

Perché il Napoli prende così tanti gol rispetto all’anno dello scudetto?
"È cambiato molto il centrocampo. Anguissa è mancato tanto, ora anche McTominay: insieme garantivano interdizione e copertura. Se il centrocampo protegge meno, la difesa va in sofferenza. Inoltre la difesa a zona non sempre è interpretata bene. Il secondo gol preso a Bergamo è emblematico."

A Bergamo si può salvare qualcosa, nonostante la sconfitta?
"Per quasi un’ora c’è stata una buona prestazione collettiva. Poi la squadra è andata in debito di ossigeno. Salviamo il gol su palla inattiva, che è una rarità per il Napoli: punizione, cross perfetto e tre uomini pronti all’inserimento. Però le partite durano novanta minuti, non sessanta."

Perché il Napoli cala fisicamente dopo un’ora?
"I cinque cambi sono un vantaggio per chi ha una rosa profonda. Se non hai giocatori che cambiano il senso della gara, diventa un’arma spuntata. Conte spesso non li usa tutti proprio per questo."

Che momento vive Politano?
"È cambiato il suo modo di giocare. Non è più quello che punta e tira spesso in porta. Gli è stato chiesto molto, anche in ruoli non congeniali. Ha dato tanto, ma ora paga un po’ di stanchezza. Però il problema è di reparto: il Napoli subisce gol da tante partite e senza solidità difensiva diventa dura."

Il rientro di Anguissa può essere decisivo?
"Allenarsi in gruppo è un primo passo, ma il problema è incidere. Anguissa, quando è al top, è devastante. Però il tempo stringe: restano dodici partite decisive."

Ti è piaciuta la comunicazione del club dopo Bergamo?
"Prima o poi qualcosa doveva emergere. Il problema arbitrale è serio. Il VAR è diventato un problema ulteriore: deve intervenire solo per ‘chiaro ed evidente errore’. In molti casi non c’è questa evidenza. Non può diventare uno strumento interpretativo soggettivo."

C’è troppa soggettività nelle decisioni?
"Sì. Il VAR non deve pensare ‘secondo me è rigore’, ma applicare il protocollo. Se non c’è errore chiaro, non può intervenire. Altrimenti si attribuiscono poteri che non spettano a nessuno."

Gli arbitri di campo hanno perso personalità?
"Sembra di sì. Una volta c’erano arbitri con grande personalità. Oggi c’è più incertezza."

Soluzione drastica: spegnere il VAR?
"Per queste ultime dodici giornate forse sì, lasciandolo solo per il fuorigioco, che è l’unico ambito dove ha davvero aiutato. Poi bisogna riscrivere le regole e ripartire da zero, con maggiore chiarezza."


Mario Fabbroni a Napoli Talk
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