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Carratelli: "Conte va confermato! Cambiare allenatore sarebbe un salto nel buio"

di Pierpaolo Matrone

Mimmo Carratelli, giornalista, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Troppi infortuni? La spiegazione la possono dare soltanto i medici, che però non parlano per la privacy. E poi oggi manca la fonte primaria: i cronisti non hanno più quel rapporto di vicinanza con giocatori e allenatori che avevamo noi. Frequentavamo gli spogliatoi del San Paolo tutta la settimana. Oggi c’è una barriera: è diventato complicato capire se c’entrano gli allenamenti, lo staff medico, l’età della squadra o vecchi problemi che hanno portato ricadute”.

È cambiato anche il lavoro del giornalista a Napoli?
“Sì, lo svantaggio è totale: c’è un bunker fra giornalisti e squadre. Sono favoriti quelli delle televisioni, perché con la diretta video hanno più accesso e un rapporto più ‘affascinante’ per i giocatori. Se Conte non parla, che cosa vuoi sapere? Lui deve inventare la formazione da una partita all’altra”.

Secondo te Conte resterà? E De Laurentiis fa bene a puntare ancora su di lui?
“Io credo che probabilmente rimanga. Nessuno meglio di Conte conosce la situazione del Napoli, la rosa, i singoli giocatori. Se prendi uno da fuori è un salto nel buio: allenatore nuovo, staff nuovo, squadra da rifare. Con Conte, se accetta una sfida realistica, non per ‘vincere per forza’ ma per dare fastidio e ‘rompere le scatole’, la continuità è la scelta più logica”.

Ma Conte porta anche spese importanti: può essere un problema per il club?
“Il punto è proprio questo: l’anno prossimo non potrai fare una campagna acquisti ‘che cambia le partite’. Però, se devi rifare la squadra, chi meglio di Conte può indicare dove intervenire? Cambiare tutto avrebbe più incognite che vantaggi”.

Torniamo al campo: che Torino ti aspetti al Maradona e che impatto può avere D’Aversa?
“D’Aversa forse ha ridato grinta. Baroni era più per il gioco, forse poco ‘granata’. Il Torino deve combattere: sarà una partita difficile. Però Napoli-Torino e Napoli-Lecce al Maradona sono una grande occasione: se fai bottino pieno, ti metti al sicuro per la Champions, che oggi è il traguardo minimo e massimo”.

In stagione il Napoli è stato più sfortunato o gli altri erano più forti?
“L’Inter è sicuramente più forte, lo dice la classifica. Il Napoli è stato sfortunato per gli infortuni, ma Conte è stato bravo a trovare rimedi: cambiando modulo, lanciando giocatori che aspettavano. E comunque, guardate chi è dietro: Juventus e Roma. Bisogna anche accontentarsi: il Napoli, con la gestione De Laurentiis, resterà una ‘seconda grande’, sempre al ridosso delle prime”.

Lukaku è tornato decisivo e si attendono Anguissa e De Bruyne: possono essere ‘acquisti’ in corsa?
“Sono acquisti a metà, perché dopo una lunga assenza non dai il 100%. E molti puntano al Mondiale: Conte deve essere attento a queste ambizioni e schierare la squadra più forte. Però nei finali Lukaku può spostare, come a Verona, e lo stesso Anguissa quando tornerà”.

Ti aspetti un Napoli col doppio centravanti, Hojlund e Lukaku insieme?
“Io non me lo aspetto dall’inizio. Solo se la partita si complica nell’ultima mezz’ora. Cambiare ancora modulo dopo averlo già fatto più volte crea confusione. Il Napoli ha ottimi giocatori, non campionissimi: bisogna gestire senza spaventarli con novità continue”.


Mimmo Carratelli a NapoliTalk
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