Caso Lukaku, Ambrosino: "Il Napoli ha uno staff qualificato e fa bene a pretendere il rientro"
Salvatore Ambrosino, allenatore della Boys Caivanese, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: "Partiamo da un presupposto fondamentale: Lukaku ha avuto un infortunio molto serio. I tempi di recupero sono stati lunghi e un percorso riabilitativo del genere può comportare delle ricadute, quindi in questo periodo della stagione è comprensibile che il giocatore voglia essere prudente. Detto questo, le scelte riabilitative di un calciatore vanno sempre concordate e condivise con la società. Se il Napoli ritiene che Lukaku debba curarsi a Napoli, è normale che nasca una controversia se così non avviene. Io penso che il Napoli faccia bene a pretendere il rientro del calciatore, perché parliamo di uno staff qualificato e di una società che va rispettata. Altrimenti passa il principio che ognuno possa fare ciò che vuole, e questo non è possibile".
Quanto pesa questo episodio nello spogliatoio?
"Molto dipende da come si sono svolti davvero i fatti, cosa che dall’esterno non possiamo sapere nei dettagli. Però è chiaro che, se il rientro non dovesse essere rispettato, la società avrebbe il diritto di prendere provvedimenti. In certe situazioni bisogna tutelare il club, il gruppo e anche le regole interne".
Passiamo al campionato: quante possibilità ha il Napoli di riaprire davvero la corsa scudetto?
"L’Inter in questo momento è prima con merito, questo va detto. Però il Napoli ha tanti rimpianti. Penso agli infortuni, ai punti lasciati per strada in partite come Parma e Verona in casa, ma anche a Bergamo, dove il Napoli è stato penalizzato. Se facciamo due conti, oggi parleremmo di un’altra classifica e forse anche di un’altra fiducia. Sette punti sono tanti, soprattutto con poche partite ancora da giocare, ma il Napoli sta ritrovando uomini importanti e quindi qualche speranza c’è ancora. Con la rosa al completo e con episodi diversi, secondo me il Napoli avrebbe potuto giocarsi lo scudetto fino in fondo".
In questo quadro, quanto pesa il lavoro di Conte?
"Tantissimo. Io credo che con un altro allenatore, in una stagione così piena di difficoltà, il Napoli avrebbe potuto anche uscire dalle prime quattro. Invece Conte ha tenuto sempre la squadra lì, compatta, competitiva, viva. Questo è il suo grande merito. Per me va dato enorme valore al lavoro che ha fatto".
Guardando invece alla Nazionale, stavolta l’Italia andrà al Mondiale?
"Me lo auguro davvero. Giocare contro la Bosnia è sicuramente meglio che affrontare altre avversarie più complicate, anche se l’ambiente sarà caldo e lo stadio sarà infuocato. Non sarà semplice, ma l’Italia ha tutte le carte in regola per farcela. E se non dovesse riuscirci, sarebbe l’ennesimo fallimento pesantissimo per una nazione che non può permettersi di stare ancora fuori dal Mondiale".
Infine, il tema degli under nei dilettanti. Sei favorevole all’obbligo di schierarli?
"No, non sono d’accordo. I giovani devono giocare quando sono pronti e quando hanno qualità per stare in quel campionato. L’Eccellenza campana, per esempio, è un torneo competitivo, duro, pieno di giocatori esperti e preparati. L’obbligo degli under crea false illusioni: i ragazzi si sentono automaticamente importanti solo perché devono giocare per regolamento, non perché se lo meritano davvero. E questo abbassa il livello del campionato. Io sarei più favorevole a premi e incentivi per chi valorizza i giovani davvero, come accade tra i professionisti con i minutaggi. Inoltre bisognerebbe ragionare anche su una riduzione del numero delle squadre: campionati più snelli, più competitivi e più sostenibili. Così si aiuterebbero davvero i club e i ragazzi".
Quindi la tua linea è chiara.
"Assolutamente. I giovani vanno lanciati, ma con criterio. Se sono bravi, giocano comunque. Se invece li metti in campo solo per obbligo, fai male a loro, alle squadre e al campionato".