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Caso Lukaku, Caccavale: "Si è rotto il rapporto con Conte, ha preso male una cosa"

di Antonio Noto

Ernesto Caccavale, giornalista ed ex europarlamentare, è intervenuto nel corso di 'Difendo la Città', trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android). 

Un primo passaggio sulla Nazionale italiana, su quello che è successo.

"Ma allora, al di là del fatto che c'è amarezza, c'è tristezza, però voglio dire noi raccogliamo quello che abbiamo seminato in questi anni. Sentivo l'intervento precedente, sul quale sono d'accordo su alcune cose e non su altre, poi vi dirò cosa. Ma in generale è evidente che il risultato di ieri è solo la conseguenza di un movimento calcistico che ormai è alla deriva, diciamo le cose come stanno. Mi divertiva pensare chi avrei fatto giocare io ieri, ma in realtà il povero Gattuso non è che aveva grandi materiali con cui confrontarsi. Certo, anche ieri forse la formazione poteva essere leggermente diversa. Gattuso lo conosciamo, è una bravissima persona, abbiamo avuto come allenatore del Napoli, i suoi limiti anche tattici li conosciamo. La partita di ieri poteva giocare in un altro modo, però il problema è nettamente strutturale e quando dico strutturale significa che non abbiamo settori giovanili che funzionano, tranne in qualche caso, per esempio l'Atalanta, per dirne uno. Non abbiamo un campionato che permette, questo dipende anche molto dalle strategie delle società, e cioè dal fatto che non si fanno giocare i giovani. In Inghilterra a 18 anni viene buttato in campo, stiamo parlando della Premier League, il campionato più importante del mondo. In Italia Vergara, che è del 2003, quindi ha 23 anni, e ancora lo considerano un giovane, al punto che per poter giocare ha dovuto aspettare le catombe di tutti i suoi compagni per poter essere titolare. Questo accade nel Napoli ma accade in tutte le grandi società calcistiche italiane. Io non ricordo nell'Inter, nel Milan quest'anno ha lanciato Bartesaghi come terzino sinistro, ma non ricordo un lancio di giovani nelle grandi squadre italiane negli ultimi anni. Gli unici che lo fanno sono l'Atalanta, il Cagliari, l'Udinese, squadre di secondo piano che si possono anche permettere di sbagliare. Io credo che il problema sia anche il fatto che questi giocatori, oggi, il settore giovanile in generale, guardiamo in casa nostra, guardiamo il Napoli: sono anni che parliamo del settore giovanile del Napoli e che anche Conte l'aveva posto come condizione e nella realtà stiamo ancora lì. Dove lo facciamo? La struttura come la facciamo? Qual è la potenza della struttura."

E' una questione di mentalità? 

"Però la mentalità è qualcosa che si costruisce nel tempo, mentre invece il problema principale sta, come al solito, nello Stato, e cioè, e lo posso permettere perché rappresento anche le istituzioni, se a De Laurentiis non permettono di fare lo stadio, se non gli permettono di fare un centro sportivo per il settore giovanile, se quindi alle società sportive italiane non viene consentito di investire i propri soldi, allora la situazione è questa. Io guardo la Spagna e vedo che la situazione è esattamente all'opposto: la cantera viene sostenuta. Non a caso la Spagna è la nazionale più forte del mondo in questo momento. Credo che prima della mentalità vada cambiato il rapporto tra pubblico e privato. Non voglio che lo Stato finanzi i club, ma almeno non deve ostacolarli. Le società hanno soldi da investire, lasciamole investire. I giovani non vengono lanciati anche per una questione economica: i giocatori sono l’unico asset reale."

Che ne pensi del caso Lukaku e della sfida col Milan?

"Io penso che si sia rotto il rapporto tra Lukaku e Conte. Lukaku ha preso male il fatto di non essere utilizzato. È un professionista, ma cerca di salvare la propria condizione. Capisco entrambe le parti. Io però penso al Napoli e agli obiettivi: il secondo posto è raggiungibile e anche una clamorosa rimonta non è impossibile. Se l’Inter dovesse perdere punti e il Napoli vincere col Milan, il campionato si riapre."


Ernesto Caccavale a Difendo La Città
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