Caso Lukaku, Corbo: "Ha il diritto di curarsi dove vuole! Ma il Napoli può sentirsi deluso"
Antonio Corbo, giornalista ed editorialista de La Repubblica, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB: "Rispetto ciò che dice Lukaku sui social: ha il diritto di curarsi dove vuole. Però il Napoli può sentirsi deluso, perché inizialmente gli ha dato molto. Oggi invece il giocatore appare insoddisfatto, ha scelto di non operarsi e questo ha rallentato il suo percorso rispetto ad altri, come Kevin De Bruyne. In queste situazioni bisogna rispettare entrambe le parti: la società difende i propri interessi, il calciatore i suoi diritti".
C’è anche una strategia comunicativa dietro questa rottura?
"Io non guardo i giornali stranieri, guardo i contratti. Esiste un rapporto di lavoro e, quando emergono criticità, si può arrivare a una soluzione transattiva. Si tratta, si negozia e si trova un compromesso che soddisfi entrambe le parti".
Che impatto può avere sullo spogliatoio?
"I calciatori oggi sono aziende individuali. Non esiste un vero spirito collettivo come si pensa. Ognuno tutela se stesso: se un giocatore è fuori, per altri può essere un’opportunità in più. È una dinamica comprensibile, ma va detta chiaramente".
Sul piano tecnico: come sopperire all’assenza di Lukaku?
"Gli allenatori servono anche a inventare soluzioni. Penso a quando Dries Mertens fu trasformato in centravanti. Antonio Conte ha dimostrato di saper gestire le emergenze e troverà una soluzione anche stavolta".
Lei ha sollevato anche un tema più ampio sul calcio italiano…
"Il problema è strutturale: in Serie A il 67% dei giocatori è straniero. In Spagna sono il 37%. Così si blocca la crescita dei giovani italiani. La Federazione dovrebbe incentivare chi valorizza i vivai. Non si violano le norme europee, ma si può premiare chi investe sui giovani".
Qual è la conseguenza di questo sistema?
"Nel 2025 sono arrivati in Italia circa 100 stranieri che hanno giocato meno di cinque minuti. Sono soldi sprecati. Intanto tanti giovani italiani restano fuori. È un sistema malato, che va corretto".
Infine, sulla Nazionale?
"Mi auguro che l’Italia vada al Mondiale, ma le riforme sono necessarie a prescindere. Non si può aspettare un fallimento per intervenire. Gabriele Gravina? Per me ha fatto il suo tempo".