Caso Lukaku, Fabbroni: "Visto che Conte non ne parla più? Forse è un segnale"
Mario Fabbroni, giornalista, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Si parla molto del nome di Antonio Conte come possibile allenatore della Nazionale italiana. Che idea ti sei fatto? È solo chiacchiericcio o c’è qualcosa di concreto?
"No, l’argomento è stato messo sul tavolo sia da Conte che dal presidente De Laurentiis. Chi fa informazione riporta dichiarazioni e frasi, però mi sembra che siamo in una fase ancora primordiale, non vedo concretezza al momento. Un po’ perché nel calcio non c’è nessuno che può decidere davvero adesso, un po’ perché è una questione anche dello stesso Conte: può essere un’idea, ma ci sono aspetti economici, organizzativi, di staff. C’è tanta roba da decidere prima di fare un passo del genere. Inoltre è anche tutto troppo rapido: c’è una stagione da concludere e mi sembra che in città ci sia un atteggiamento un po’ euforico, come se fosse già tutto fatto, ma non è così."
Molti parlano di un campionato ormai chiuso, ma il Napoli è ancora lì dietro con una striscia importante di vittorie. Quanto è ancora aperta la corsa?
"Il Napoli sta facendo il suo percorso e dovrebbe fare un filotto di vittorie importante, si arriverebbe anche a numeri mai raggiunti. È l’unica possibilità per tenere viva questa speranza. Però credo che già il prossimo turno possa dare una sentenza: se l’Inter non perde, l’ipotesi di un crollo mi sembra azzardata. Faccio un ragionamento al contrario: se fosse il Napoli davanti e l’Inter a sette punti dietro, non credo che a Napoli ci sentiremmo così lontani dallo scudetto. Quindi a parti invertite non vedo tutta questa speranza con una distanza del genere. Non vedo la possibilità che l’Inter possa perdere due partite e pareggiarne una, dando la possibilità a un’altra squadra che dovrebbe vincerle tutte."
Come giudichi l’utilizzo dei giocatori offensivi, in particolare di chi entra a partita in corso e può cambiare il match?
"È stato utilizzato bene fino a questo momento, perché la sua capacità di puntare l’avversario e la velocità diventano ancora più importanti quando le partite sono meno tattiche o c’è più stanchezza. Per come è stato schierato il Napoli, penso che sia stato un utilizzo intelligente. È chiaro che quando un giocatore ha poco tempo deve ottimizzare tutto, ed è più difficile. Però non solo c’è riuscito, ma ha anche inciso su diversi risultati. Adesso il Napoli è tornato ad avere qualità nella trequarti e in attacco, quindi è giusto che una grande squadra sappia gestire le risorse nel modo migliore."
Il Napoli vince spesso con il minimo scarto: è un limite o comunque un segnale positivo?
"Alla fine conta portarla a casa. Negli ultimi cinque risultati ha fatto cinque vittorie con il minimo scarto, ma sono 15 punti. Sarebbe auspicabile vincere in maniera più larga per stare più tranquilli, magari un 2-0, ma al momento non è così. Credo che molto dipenda dal fatto che il Napoli non ha mai avuto continuità di formazione: ha cambiato difesa, centrocampo, attacco. Alla fine forse Højlund è l’unico punto fermo. Però la squadra si è adattata bene ed è seconda in campionato. Se dovesse chiudere così, sarebbe una stagione notevole, considerando tutte le assenze."
La situazione portieri continua a far discutere: secondo te Meret può pensare di andare via?
"Magari può farci un pensiero, ma siamo davanti a una situazione che può cambiare molto. Dipende anche da Conte: resta, rinnova, oppure va via? Tra poche partite l’orizzonte sarà più chiaro e anche le scelte dei giocatori dipenderanno da questo. L’unico obiettivo certo è la qualificazione in Champions League. Da lì si capirà tutto: budget, mercato, prestiti, soldi che rientrano. Ci sono tante variabili e non è facile prendere posizione adesso."
La situazione di Romelu Lukaku tiene banco: come pensi possa evolversi?
"I margini sono molto sottili, non credo si torni indietro. Si cercherà una soluzione tra società e calciatore, magari recuperando parte dell’investimento. L’operazione è stata pesante sia per il costo che per l’ingaggio. Mi sembra che anche Conte non ne parli più: è un segnale. Probabilmente si è già provato a sistemare la situazione, ma senza risultati, quindi direi che è piuttosto compromessa."