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Caso Rocchi, Avv. D'Onofrio: "In ambito federale tempi più brevi e si ha l'obbligo di rispondere"

di Antonio Noto

L'avvocato esperto di diritto dello sport, Paco Donofrio, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

Quali sono i prossimi passaggi dell’inchiesta e cosa dobbiamo aspettarci?

"Bisogna dividere tra l'inchiesta penale, che avrà dei tempi fisiologicamente più lunghi e con più incertezze da quanto previsto dal codice, perché naturalmente le parti potrebbero decidere di avvalersi della facoltà di non rispondere, potrebbero essere convocate ulteriormente in un periodo successivo, quindi è una procedura che presenta più variabili, mentre l'eventuale apertura del procedimento disciplinare davanti alla FIGC, che forse è quello che maggiormente interessa in questo momento gli sportivi, i tifosi e in generale gli osservatori del mondo del calcio, è più perentorio, perché nel momento in cui la FIGC acquisisce gli atti di un'indagine ha 60 giorni, fino a un massimo di 120, per chiudere le indagini con deferimento o con l'archiviazione. La differenza è che in ambito federale le parti che sono convocate hanno l'obbligo di presentarsi e di rispondere alla FIGC, quindi ci sono anche regole e sistemi di accertamento differenti tra giustizia penale e quella federale."

Dobbiamo aspettarci il coinvolgimento di altri soggetti o squadre?

"In questo momento è prematura ogni ipotesi, nel senso che bisogna stare con prudenza e anche rispetto per le persone e per i club. Agli atti, ai fatti, in questo momento sono, da quello che si legge, coinvolti soltanto esponenti del sistema arbitrale. Naturalmente sia in ambito penale, il reato di frode sportiva, sia in ambito federale, che si chiama illecito sportivo, sono condotte cosiddette plurisoggettive, non si possono ovviamente commettere se non insieme ad altri. Un reato di corruzione, ci deve essere per forza un corrotto o un corruttore, quindi da questo punto di vista è ovvio che saranno più i soggetti coinvolti, ma chi possono essere e se eventualmente ce ne possono essere altri, perché potrebbe anche il perimetro essere ristretto a quelli che già sono stati attenzionati dalla Procura penale, questo è prematuro. È evidente che noi ci stiamo basando su fonti che trapelano, ma evidentemente in modo non completo. Immagino che chi sta conducendo le indagini abbia svolto una serie di accertamenti che in questo momento non sono conoscibili esternamente e che potrebbero o semplicemente confermare quello che già è uscito o prospettare ulteriori filoni di indagine. Credo che le prossime settimane saranno decisive per capire quantomeno i confini di queste indagini, se sono quelli già profilati o eventualmente se si possa immaginare una estensione."

Cosa significa nel concreto “frode sportiva”?

"Questo è un equivoco che in questi giorni sta circolando, cioè chiamare frode sportiva o illecito sportivo qualsiasi condotta che viola le regole. In realtà gli ordinamenti giuridici sono molto più sottili, sono meno grossolani. Per arrivare a configurare le ipotesi più gravi, cioè il reato di frode sportiva o in ambito federale l’illecito sportivo, che ricordo può comportare almeno 4 anni di squalifica e il coinvolgimento di responsabilità oggettiva, quindi sono ipotesi gravissime, occorre un dato che è il cosiddetto dolo specifico. Vuole dire che quella condotta non deve essere posta in essere semplicemente in violazione delle regole, ma con l’intento lucido e consapevole di arrecare a qualcuno un danno o conseguire a proprio o per conto di terzi un ingiusto vantaggio. Quindi un’eventuale irregolarità procedurale, una cosiddetta indebita ingerenza, segnalare a qualcuno una circostanza anche se non si è competenti, non configura automaticamente l’illecito sportivo se non c’è connessa la volontà di alterare il risultato di una partita, di una competizione o di una gara. Questo naturalmente non mi riferisco al caso di cui stiamo parlando, mi riferisco in modo più generale a quello che è previsto dal codice. In generale, quando si invocano determinati reati o illeciti, bisogna capire che per configurarsi è necessario che ci sia la volontà di alterare una partita e non semplicemente una segnalazione magari tipica o procedurale."

È corretto il paragone con Calciopoli?

"Ogni processo ha una sua logica, le analogie sono sempre cattive consigliere. Faccio sempre un esempio anche agli studenti: in ambito sportivo c’è un giovane calciatore e si dice che ricordi Messi, Ronaldo, Del Piero, Totti o Baggio. È molto approssimativo come approccio, perché ogni espressione ha una sua peculiarità e anche in ambito processuale e giudiziario è così. In questo momento un’analogia mi sembra intrudente sia per ampiezza del fenomeno sia perché oggettivamente questa vicenda è in parte processuale ma segretata, quindi non abbiamo particolari dati. Un’analogia già di per sé non è un buon approccio argomentativo e qui risulta difficile perché almeno io non sono a conoscenza di dati significativi che possano qualificare questa indagine. Siamo all’inizio e l’impressione è che questa indagine andrà avanti e che solo successivamente si possa immaginare quali saranno gli scenari e quindi eventualmente operare una comparazione con quello che è stato il passato. L’unica cosa per la quale si può richiamare Calciopoli sono i principi: in quel processo l’ordinamento sportivo è cambiato, sono cambiati i criteri di applicazione di alcune regole e quindi ha fatto giurisprudenza. Da questo punto di vista immagino che quei principi, qualora ci fossero ipotesi simili, verrebbero applicati anche successivamente, però mi fermerei lì come analogia."

Come interpreta le parole di Luciano Moggi su questa vicenda?

"Le sue parole sono chiare, ha espresso sempre in questi anni il suo pensiero e anche in qualche modo il suo rammarico per come sono andate quelle vicende e torno a quello che ho detto prima: è presto, a mio avviso, per tracciare una linea di confine certa su questo nuovo caso."


Paco D’Onofrio al Bar di tutto Napoli
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