Cds, Gallo fa il nome di un big: "Può restare come fiore all'occhiello del futuro"
Il giornalista Massimiliano Gallo, firma del Corriere dello Sport-Stadio, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.
Parliamo del futuro del Napoli: se davvero dovrà ridurre il monte ingaggi e abbassare l’età media, a quali ‘senatori’ potrebbe rinunciare?
“Certamente Lukaku è l’indiziato numero uno. Però bisogna vedere anche cosa succede nel mondo: la situazione geopolitica, soprattutto nell’area saudita, può influenzare molto il mercato. Non è detto che i calciatori vogliano andare lì, né che ci siano ancora gli stessi investimenti. Anche Lobotka è un altro nome possibile. Poi c’è De Bruyne, ma lui potrebbe restare come fiore all’occhiello. Il Napoli deve abbassare l’età media, perché è cresciuta molto, e ormai tutte le squadre puntano su scoperta e rivendita dei calciatori.”
Tra i nomi più discussi c’è proprio Lobotka: come te lo spieghi?
“Con l’età e con le voci di mercato. Non è una bocciatura tecnica, perché è un calciatore fondamentale. Però il Napoli deve anche vendere: oggi il calcio funziona così. E tutto dipende da chi si presenta con le offerte e con quali cifre.”
Quindi le variabili non sono solo calcistiche?
“Esatto. Il mercato è influenzato anche da fattori esterni. Poi spesso si esagera sull’importanza del mercato: basta vedere squadre come il Liverpool, che ha fatto grandi acquisti ma vive una stagione complicata. Oppure l’Inter, che sembrava aver perso il ‘mercato estivo’ e invece sta facendo bene in campionato.”
Su Elmas, che è diventato fondamentale: ti aspetti che resti?
“Sì, perché è un calciatore essenziale. Piace a tutti gli allenatori: è duttile, si sacrifica, sa fare più ruoli. È uno di quei giocatori che fanno comodo sempre, dal centrocampo all’attacco.”
Il Napoli deve quindi cambiare strategia?
“Il calcio è cambiato. Conte è un grandissimo allenatore, ma il modello di club che ha in mente – tipo il Chelsea di Abramovich – non esiste più. Oggi tutti puntano sui giovani: Real Madrid, Bayern, Barcellona… chi li compra e chi li produce. Le grandi campagne acquisti non garantiscono più il successo.”
La Serie A può restare competitiva con giocatori ‘scartati’ dalla Premier?
“Sì, perché dagli ‘scarti’ dei ricchi possono nascere opportunità. McTominay è stato un affare, Højlund è valido, De Bruyne resta fortissimo per la Serie A. Anche Gilmour è un esempio. Il Napoli oggi pesca da mercati che prima erano impensabili.”