Ceccarini: "Il Napoli tornerà a investire sui giovani! E non vuol dire ridimensionarsi..."
Niccolò Ceccarini, direttore di Tuttomercatoweb.com, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Lookman? Il trasferimento è stato molto importante, parliamo di circa 40 milioni di euro, e l’operazione è stata chiusa con l’Atletico Madrid. Il giocatore alla fine si è convinto della destinazione, nonostante il Fenerbahçe gli garantisse un ingaggio più alto. A gennaio non credo che il Napoli fosse pronto a spendere quella cifra, né che Lookman avesse intenzione di muoversi in quel momento. Ha colto un’opportunità all’estero, in un club forte che fa la Champions. Non penso possa tornare a breve”.
Questo significa che il Napoli cambierà strategia sul mercato?
“Sì, secondo me il Napoli tornerà a investire su profili più giovani, sugli under 23 o comunque su calciatori di prospettiva. Non vuol dire ridimensionare le ambizioni, ma modularle in modo diverso. Puoi affiancare talento giovane ed esperienza. Inoltre sarà giusto rivedere anche alcuni ingaggi, oggi molto alti. Ma l’obiettivo non è spendere meno: è spendere meglio”.
Con Antonio Conte in panchina, questa linea è compatibile?
“Conte ha ancora un anno di contratto. La questione non è solo contrattuale, ma di motivazioni e sintonia tra presidente, allenatore, dirigenza e squadra. Conte è un vincente, chiede tantissimo sotto il profilo nervoso e tattico. In genere rende al massimo in uno o due anni: se si va oltre, bisogna essere tutti consapevoli di cosa comporta. Detto questo, De Laurentiis resta una garanzia: ha sempre attirato grandi allenatori e anche questa volta lo ha fatto”.
Conte ha chiesto molto anche su strutture e settore giovanile. Quanto conta questo aspetto?
“Le infrastrutture sono fondamentali per tutti i club. Migliorarle è sempre positivo. Però Conte è stato anche ampiamente accontentato sul mercato, quindi non parlerei solo di strutture. Sul settore giovanile bisogna essere chiari: è un percorso lungo, non investi oggi per avere risultati domani. Serve tempo, programmazione e pazienza”.
Scott McTominay è centrale nel progetto o può diventare una grande plusvalenza?
“Se arrivano offerte fuori mercato, è inevitabile fare delle riflessioni. Non è una questione di centralità nel progetto. Se qualcuno offre 70-80 milioni o un ingaggio fuori scala, devi pensare anche alle esigenze del giocatore. Però io voglio prima vedere queste offerte. Nel calcio moderno il problema non è vendere, ma sostituire bene. Se hai una struttura forte, puoi cedere un big e ricomprarne uno che rende allo stesso livello nel giro di uno-due anni”.
Veniamo al campo: Atalanta-Napoli che partita sarà?
“Una gara difficile per entrambe. L’Atalanta arriva dalla Champions e ha anche il ritorno da giocare, ma resta un esempio del calcio italiano. Con Palladino sta facendo un buon lavoro, dopo un periodo complesso. Il Napoli, nonostante gli infortuni, ha un organico che non deve temere questa Atalanta. È chiaro che se perdi 7-8 giocatori insieme, il livello scende, ma la rosa resta competitiva”.
In chiusura: secondo lei c’è rammarico per l’addio di Raspadori, anche alla luce del caso Lang?
“Lang per me resta un calciatore forte, ma evidentemente non ha trovato l’ambiente giusto. Su Raspadori, invece, credo che il Napoli abbia fatto la scelta giusta: ha fatto il suo percorso, ma gli spazi erano limitati. Anche nell’interesse del giocatore, a un certo punto, è giusto separarsi. Le storie nel calcio hanno un inizio e una fine: l’importante è capirlo al momento giusto”.