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Cesarano: "Troppa fretta sul mercato, visto Rabiot? Era occasione da fine agosto"

di Fabio Tarantino

Rino Cesarano, giornalista, è intervenuto nel corso di Pausa Caffè, trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).

"La squadra è andata in blackout perché probabilmente si aspettava un tipo di partita diverso. Invece il Parma ha fatto come il Verona: ha chiuso tutti gli spazi, badando solo a difendersi. Aveva tanti rincalzi, ma erano tutti ragazzi vogliosi di mettersi in mostra, con grande applicazione difensiva. Il Napoli non è riuscito a trovare alternative al suo solito gioco. È mancato Neres, che è il giocatore che crea superiorità numerica. Tutto questo ha portato la squadra in difficoltà: col passare del tempo la situazione è diventata sempre più complicata.

Il problema è soprattutto caratteriale, figlio dei tanti impegni ravvicinati che portano a un dispendio di energie, soprattutto nervose. Questo ti toglie lucidità nel cercare il gol. Quando non hai ricambi adeguati, perdi anche equilibri e situazioni codificate. La squadra deve ritrovare se stessa, ma non è semplice. Anche l’Inter ha faticato con il Lecce, ma l’Inter ha rincalzi e alternative più valide, soprattutto in fase offensiva. Ha potuto riposare Lautaro, poi è esploso Esposito, c’è Bonny, Thuram: soluzioni che il Napoli non ha. Le difficoltà continueranno, anche perché il Sassuolo arriva da due sconfitte ma ha avuto una settimana per preparare la partita, mentre il Napoli deve recuperare subito.

Sei punti dalla vetta non sono pochi, ma neanche irrecuperabili: sono due partite e l’Inter può inciampare. Il problema è che il Napoli deve correre. Inoltre c’è il Copenaghen, che non ha giocato nel periodo natalizio e ha preparato solo questa sfida. Io però resto abbastanza ottimista: la squadra nei momenti critici ha dimostrato di sapersi risollevare, come a San Siro.

Le alternative hanno deluso? Sì. Lucca, Lang e anche altri nuovi acquisti da cui ci si aspettava di più non sono riusciti a dare una mano nel momento del bisogno. Torna in discussione anche la campagna acquisti: è stata dispendiosa, il Napoli ha investito tanto, ma alcuni obiettivi non sono stati centrati. C'è stata troppa fretta sul mercato per avere subito la squadra al completo. Lucca? Non è il calciatore che stiamo vedendo ora. Può aver deluso, può non aver legato con Conte, ma non è questo. È anche un problema caratteriale: se un attaccante non ha un grande carattere, rischia di perdersi. Va ricostruito mentalmente.

Errori sul mercato? Per acquistare un giocatore bisogna conoscerlo a fondo, non solo tecnicamente ma anche mentalmente. Questo me lo diceva Lippi: l’aspetto tecnico viene dopo. Conte forse ha avuto fretta di avere l’organico completo per la Champions e si è andati su seconde scelte. Il Napoli ha comprato ottimi calciatori, ma aveva già titolari campioni. Manca il colpo “alla Rabiot”, come ha fatto il Milan, occasioni di fine mercato. Inserirsi nel Napoli è difficile, servivano profili più funzionali, magari meno appariscenti ma più adatti".


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