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Cessione Napoli? Caporale: “Si può configurare operazione simile a quella dell’Atalanta”

di Francesco Carbone

Il nostro opinionista Carlo Caporale, giornalista, è intervenuto a "Domenica sport" su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

Si parlava dell’interessamento di Rizzetta e di contatti iniziati già sei mesi fa. Che idea ti sei fatto di questa situazione e del possibile progetto per acquisire il Napoli? “La società che Rizzetta dirige, insieme ad altri soci, è una società di servizi finanziari che investe nel mondo dell’entertainment, sia nei singoli club sia a livello infrastrutturale. Nel caso del Napoli, già con il basket è stata avviata un’operazione con Rizzetta e altri investitori. Per il calcio Napoli si tratterebbe di ampliare il volume economico dell’operazione e l’interesse complessivo. C’è anche un tema infrastrutturale importante, perché a Napoli la questione stadio è annosa. Il Comune punta a una ristrutturazione in vista degli Europei 2032, mentre De Laurentiis è da sempre favorevole a uno stadio nuovo di proprietà, moderno e funzionale. In questo contesto il Napoli è molto appetibile per diversi investitori, tra cui il gruppo legato a Rizzetta, una società finanziaria con l’obiettivo di entrare nel calcio. Si parla anche di un modello polisportivo, simile a club come Real Madrid, Barcellona o Bayern Monaco, con calcio e basket sotto la stessa gestione. Si potrebbe configurare un’operazione simile a quella dell’Atalanta, con un fondo di maggioranza e una gestione affidata a soci storici. Potrebbe essere uno schema gradito anche a De Laurentiis, ma siamo ancora in una fase preliminare”.

Per quanto riguarda la panchina, è tutto fermo? Allegri aspetta la buonuscita dal Milan e il Napoli aspetta lui. Quando potrà sbloccarsi la situazione? “Se c’è una situazione di “ripicca”, come sembra, non è semplice capire la reale dinamica interna del Milan. È difficile individuare una gerarchia chiara tra dirigenti e capire chi abbia davvero potere decisionale. Il Milan sta ripartendo da zero, ma ha ancora a bilancio un allenatore come Allegri con un contratto importante. Non è chiaro quale sia la convenienza economica di questa situazione. Allegri, dal canto suo, avrebbe chiesto una buonuscita per chiudere anticipatamente il rapporto. Tuttavia manca ancora un accordo tra le parti e questo rallenta tutto. L’interesse reciproco per trovare un’intesa esiste, sia da parte del Milan che di Allegri, e probabilmente anche del Napoli. Però le tempistiche non sono semplici da prevedere. Siamo comunque a circa quaranta giorni dall’inizio dei ritiri, quindi una decisione rapida sarebbe auspicabile”.

Il Mondiale sarà anche una vetrina di mercato. Ci sono nazionali meno conosciute e giocatori come De Bruyne e Lukaku. In particolare Lukaku potrebbe essere valutato dal Napoli? “Il Mondiale può mettere in mostra alcuni talenti, ma oggi i giocatori sono già ampiamente monitorati. Anche nei Paesi meno noti si conoscono bene i profili dei calciatori. Non credo che un Mondiale debba cambiare radicalmente le valutazioni di mercato: chi lavora bene deve aver già studiato gli obiettivi. Il torneo può semmai servire a confermare o verificare alcune situazioni, soprattutto per giocatori già in rosa o già osservati. Per quanto riguarda Lukaku, è difficile fare previsioni. Ha avuto una stagione complicata, con poca continuità e condizioni fisiche non ottimali, e l’età inizia a pesare. Serve una valutazione complessa anche dal punto di vista economico: ingaggio alto, cartellino e condizioni fisiche rendono l’operazione non semplice. Non si esclude comunque una permanenza se non arrivassero offerte adeguate”.

Ti piacerebbe Baldini come possibile commissario tecnico della Nazionale? “Ne avevo già parlato in passato. Dopo alcune delusioni della Nazionale, il suo nome poteva essere una soluzione interessante. Baldini è un allenatore inserito nel sistema federale, sta lavorando con i giovani e potrebbe rappresentare una scelta coerente anche per la Nazionale maggiore. In passato anche figure come Bearzot e Vicini sono stati esempi di allenatori federali di successo. Il ruolo del CT è diverso da quello dell’allenatore di club: è più un selezionatore che deve costruire una squadra in poco tempo. Vedremo quale sarà la scelta della Federazione dopo l’elezione del nuovo presidente il 22 giugno”.


Carlo Caporale a Domenica Sport
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