Cittadinanza ADL, Cons. Carbone: “Speriamo che cambi atteggiamento verso la città”
Novità dal Consiglio Comunale di Napoli, dove è stata approvata a maggioranza la proposta di conferire la cittadinanza onoraria a Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli. Luigi Carbone, esponente della maggioranza in Comune per Napoli Solidale Europa Verde Difendi La Città, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Non era il mio il voto contrario. Il presidente Aurelio De Laurentiis ha ottenuto l’approvazione del Consiglio con un sì, anche se nessun intervento, nemmeno della maggioranza, è riuscito a evitare di mettere in evidenza alcune criticità. Ci concediamo questa scelta perché la città lo chiede e dobbiamo anche rispettare l’umore della piazza, ma non possiamo dimenticare che si tratta di una persona che fino a qualche anno fa era molto amata dal senso comune. Questa è una città che sta ancora “traccheggiando” sulla questione dello stadio, rischiando di perdere energie anche in vista del 2032. Quando abbiamo riaperto lo stadio Maradona qualche settimana fa ai tifosi, sono emerse diverse criticità nella gestione dell’impianto. I simboli della città, come San Gennaro e i rituali dei tifosi prima delle partite, restano elementi identitari fortissimi. Però non possiamo ignorare che molti napoletani stanno vivendo una fase di difficoltà e disillusione. Dobbiamo ricordare tutto questo, sperando in un cambiamento, perché non è mai troppo tardi. Come si dice: da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Speriamo che il presidente De Laurentiis cambi atteggiamento verso la città”.
Consigliere, nonostante tutto i rapporti tra il presidente del Napoli e le istituzioni sembrano ancora esistere, trasversalmente alla politica. È corretto? “Sì, basta guardare il voto in aula: il partito di maggioranza ha registrato posizioni diverse, così come i Cinque Stelle. Il mio collega Andreozzi ha votato contro. Io ho dichiarato che non avrei partecipato al voto sul conferimento della cittadinanza, perché ho fatto il mio dovere da consigliere eletto, ma come persona non posso essere “forzato” in una scelta. Non si tratta solo di fare affari a Napoli o di ottenere riconoscimenti come il cavalierato del lavoro. Questi sono titoli che spettano per meriti certificati dal Presidente della Repubblica. Diventare napoletano significa invece fare uno sforzo in più: significa entrare nello spirito della città, rispettarne l’identità e il popolo”.
Il criterio non dovrebbe essere solo il merito? Se si dà una cittadinanza onoraria così importante, non conta ciò che ha fatto De Laurentiis per il Napoli? “Il merito sportivo lo stabilisce la Lega Serie A. Qui parliamo di cittadinanza simbolica. Io non nego i risultati sportivi: il Napoli, negli ultimi anni, ha avuto grandi successi e il presidente ha contribuito a riportare la squadra ad alti livelli in Europa. Ma la cittadinanza non è un premio sportivo. È un riconoscimento identitario. Essere napoletano non significa solo vincere, ma anche rispettare la città e il suo popolo. Ci sono esempi di calciatori che, pur avendo fatto affari importanti col Napoli, sono rimasti legati alla città per atteggiamento e rispetto. Il problema è anche comunicativo: certe dichiarazioni contro i napoletani non aiutano. Io ho votato sì, ma non senza dubbi. Non possiamo però negare che ci siano anche meriti oggettivi”.