Clemente di San Luca: "Possibile che Conte non faccia mai autocritica?"
Guido Clemente di San Luca, Docente di Giuridicità delle regole del calcio presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università Vanvitelli, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video o in auto col DAB Campania.
Il Napoli ha il carattere del suo allenatore? "Non c’è niente da obiettare a quello che hai detto. Il pezzo che sto scrivendo per voi comincia così: 'Mamm’ ’o Carmine, che sofferenze e che soddisfazione'. Ancora una volta, come nel pezzo di presentazione che avevo scritto l’altro ieri, mica ci possiamo esimere dal guardare quello che vediamo, cioè dal raccontare quello che vediamo. La resilienza è indiscutibile. I meriti di Conte nell’aver costituito un gruppo tetragono, che sta sempre piantato lì, che non smette mai fino all’ultimo, sono indiscutibili. Ma vogliamo discutere delle dichiarazioni di Conte? Vogliamo discutere di come ha messo la squadra in campo, degli errori che secondo me sono abbastanza palesi? Naturalmente, visti i risultati e la forza dell’animo della squadra, nessuno dice una parola. Io martedì dicevo dobbiamo giocare così: Meret, Beukema, Rrahmani e o Buongiorno o Juan Jesus a sinistra. Perché non ha nessun senso stravolgere, a meno che non ci sia proprio una cosa indispensabile. La stessa cosa di Politano, che continua a giocare a destra: siccome ha fatto un ottimo gol, perché quello è stato un grandissimo gol, naturalmente lui è a disagio su quella fascia. Non riesce mai ad andare in fondo a crossare, deve sempre tornare indietro. Infatti il gol l’ha fatto con una rientrata in mezzo col sinistro.
Può essere che non si possa discutere niente di queste cose qua? Io sono francamente allibito.
Molti colleghi difendono Conte a prescindere. "Alcuni tuoi colleghi mi scrivono perché sono tutti paladini assoluti di Conte. 'Senza Conte questa squadra sarebbe al quindicesimo posto, così mi hanno detto. È un’esagerazione, un’iperbole che si può capire nelle chat private. Ma il punto non è questo: nessuno discute niente. Ma può essere che questo non faccia mai un’autocritica? Uno gli riconosce tutti i meriti, ma santo Dio, la campagna acquisti l’hai fatta tu. Poi mi dicono un’altra cosa: che lui non l’ha fatta la campagna acquisti. Scusate, allora chi l’ha fatta questa campagna acquisti? Fateci capire. È questa opacità nella quale noi viviamo che lascia il tifoso malato".
Le cose che ti hanno dato più fastidio quali sono? "Hai citato lo schieramento con Buongiorno spostando Rrahmani. Ma è un delitto levare Rrahmani dal centro. Un delitto. Rrahmani in mezzo ti dà tutta un’altra tranquillità e la conferisce anche agli altri. Poi dovevi scegliere chi mettere a destra, ma santo Dio, ancora una volta con un sinistro. E già vieni da Gutiérrez, che è un sinistro a destra".
Il problema resta il centro della difesa. "Il centrale della linea a tre deve essere quello di ragionamento, di guida, e quella figura è Rrahmani. Noi abbiamo perso Buongiorno al centro, che è uno di impeto, di forza fisica, e abbiamo perso anche Rrahmani con questo adattamento. Tutto questo per non far giocare Beukema. E io dico: che ha fatto? In campo, quando ha giocato, non ha fatto disastri peggiori degli altri".
Nel frattempo Juan Jesus continua a giocare. "Juan Jesus, che va per i 36, ha continuato a giocare ogni tre giorni ed è calato pure lui. Quindi abbiamo perso tre su tre praticamente. Stiamo giocando con due su tre che affondano. Questa è una situazione oggettiva".
Passiamo all’arbitraggio. "Distinguiamo due questioni: un conto è come le regole vengono fatte rispettare in campo e dal VAR, altro conto è come vengono commentate nei media nazionali. Manca completamente in questo Paese la cultura della legalità. Se uno in televisione parla di regole dicendo 'secondo me', allora non ha capito che le regole non sono opinioni".
I rigori di ieri? "Il rigore del Genoa non si può discutere. Vitinha se l’è 'rubato', ma è rigore. Quello su Vergara è altrettanto inopinabile: non è step on foot, è uno sgambetto. Se Cornet non lo tocca, Vergara va in porta. È un rigore solare, indiscutibile".
Il problema resta l’uniformità di giudizio. "L’uniformità manca perché ognuno si sente autorizzato a dire “questo rigore non lo darei mai”. Se ci uniformassimo al paradigma normativo, l’uniformità non sarebbe più un problema. Ed invece cosa determina la non uniformità, il fatto che ognuno è autorizzato a dire: 'Questo non darei mai!', 'Il calcio che giocavamo noi era un altro, il calcio è finito!'. Ma viva Dio che è finito! Perchè allora si facevano un sacco di nefandezze!".