Colantuono esalta Hojlund: "Pochi come lui in Italia. E che differenza con prima..."
Stefano Colantuono, allenatore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
Palladino è tra gli allenatori emergenti più interessanti?
"Secondo me sì. È un allenatore molto preparato e sta facendo bene. Sta portando avanti un percorso importante, ha migliorato il trend dell’Atalanta e questo è evidente. Sicuramente è un allenatore di prospettiva, con un futuro importante davanti."
Domenica che partita può essere?
"Conoscendo la filosofia dei due allenatori, sarà una partita decisa dai duelli e dal pressing. Mi aspetto grande intensità. Poi è chiaro che non esiste un solo canovaccio tattico: durante la gara bisogna essere bravi a rimodellarsi, a cambiare qualcosa se la partita prende una piega diversa. Dal punto di vista tattico sarà sicuramente una bella sfida."
Ha mai vissuto un’annata come quella del Napoli, con così tanti infortuni?
"Così tanti tutti insieme no, però può capitare. Si gioca tantissimo, ci si allena meno e si riesce a fare meno prevenzione. Per contrastare queste criticità la prevenzione è fondamentale, ma quando hai il calendario così fitto diventa complicato: giochi, riposi, rifinitura, partita, e poi di nuovo. Oggi gli staff di Serie A e Serie B sono molto preparati, ma serve tempo. E il tempo, quando disputi così tante gare ravvicinate, non c’è. E allora possono arrivare questi contrattempi."
C’è chi sostiene che la preparazione estiva di Conte sia stata troppo dura. È davvero quello il problema o incide di più il numero eccessivo di partite?
"Se non ti alleni, succede perché non ti alleni; se ti alleni troppo, succede perché ti alleni troppo. Ognuno cerca una causa, ma spesso non c’è una causa unica. Gli infortuni possono essere figli del caso, oppure di un momento psicofisico non ottimale: non conta solo l’aspetto fisico, ma anche quello mentale. È riduttivo dire ‘troppo allenamento’ o ‘troppo poco’. Di certo giocare tante partite, e partite importanti — non amichevoli — comporta uno stress psicologico che incide anche sul fisico. Preparare gare di un certo livello può pesare. Trovare le cause precise è difficile. E poi il Napoli ha uno staff di primissimo livello: senza conoscere la realtà quotidiana è complicato dare giudizi netti."
Hojlund quanto è cresciuto dai tempi dell’Atalanta?
"È cresciuto molto. Aveva già fatto bene all’Atalanta, ma è maturato ulteriormente. È un attaccante moderno: sa giocare in diversi modi, attacca la profondità, gioca spalle alla porta, attacca l’area con decisione. Nel panorama italiano — e direi anche europeo — è uno degli attaccanti più completi e virtuosi in circolazione."