Conte-Italia, Fedele: "ADL ha capito una cosa. C'è un solo nome per la panchina"
Enrico Fedele, dirigente sportivo, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Conte e De Laurentiis: ci aiuta a capire queste dichiarazioni che valore hanno e che peso hanno?
"Ma tu hai mai capito le dichiarazioni di Conte? In generale? A volte sì, a volte no. Più no che sì. Praticamente lui è un animale da campo, uno dei migliori allenatori da campo e uno dei peggiori comunicatori, soprattutto in momenti particolari. Lui ha espresso, siccome da giovane l'ho visto crescere, come calciatore e come allenatore è sempre stato uno che, non avendo dei grandi mezzi tecnici, aveva però una grande volontà e una grande cattiveria agonistica che ha trasferito nei suoi giocatori. Lui faceva il capitano con giocatori di grande qualità. Però il problema è che secondo me è stato inopportuno. È vero, l'autocandidatura fa sempre male. Ma io ti faccio una domanda: se il Napoli, come ci auguriamo, dovesse vincere tutte e sette le partite… però se ciò non avvenisse e il Napoli ne vincesse cinque o ne perdesse una, la gente potrebbe pensare che queste dichiarazioni non sono foriere di un futuro insieme."
Lei dice un contraccolpo, direttore?
"No, non un contraccolpo per lui. Per la tifoseria. Il popolo fantastica, ed è giusto che ci sia un sogno. Però nel momento in cui non avviene si cercano alibi. Abbiamo trovato l'alibi degli infortuni, quello della campagna acquisti sbagliata. Tutte cose che adesso, visto che il Napoli per mezzo di Conte ha avuto la forza di volontà di raggiungere un obiettivo che sembrava perso, vengono fuori. Solo una squadra di Conte poteva non mollare."
Voglio tornare sul tema Nazionale: De Laurentiis che apre, che cosa vuol significare quel messaggio?
"De Laurentiis ha capito una cosa, perché è troppo intelligente. Deve guardare il bilancio e ridurre i costi. Oggi fa circa 160 milioni di costo del lavoro. Deve ridurre di 30-40 milioni. Questa qualificazione importante gli permette di compensare i ricavi della prossima Champions. Però ci sono giocatori che non hanno mercato e devi comunque sistemarli. Se il Napoli vuole continuare a vincere, Conte è un vincente, ma il Napoli vince col bilancio sano."
Se il Napoli vuole continuare a vincere, qual è l’allenatore perfetto se parte Conte?
"Fabregas."
Conte è un allenatore da Nazionale?
"È stato il migliore, ma ricordati che i secondi sono i primi perdenti."
Quale potrebbe essere il modo per risolvere il calcio italiano, viste le assenze ai Mondiali?
"Bisogna partire dalle basi. Abbiamo ottimi giocatori Under 17 e Under 18, ma non giocano. Solo il 30% dei giocatori è italiano. Si cercano giocatori all’estero per pagarli poco e rivenderli, ma spesso sono mezzi giocatori. Il livello qualitativo è calato molto."
Il problema può essere anche nei settori giovanili, dove si punta più al risultato che alla crescita?
"Io faccio una domanda: sono vent’anni che il Napoli non produce un giocatore importante. Non ha un centro sportivo adeguato, i ragazzi si allenano in condizioni precarie e le famiglie devono sostenere costi importanti. Questa è stata una scelta: il Napoli ha fatto i conti e ha deciso che investire sui giovani non conveniva economicamente."