.

Conte resta? Framondi fa notare: "Quando parla ADL per primo, qualcosa non va"

di Davide Baratto

Il giornalista Marcello Framondi è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

Si avvicina l'incontro tra De Laurentiis e Conte:

"Se stiamo alla storicità del Napoli nell'era De Laurentiis, quando inizia a parlare per primo il Presidente, generalmente c'è qualcosa che non va. È un modo di anticipare la problematica mettendo di fatto Conte alle strette, perché con un'uscita pubblica lo metti di fatto alle strette, con il campionato in corso. È vero che l'obiettivo stagionale era ormai sfumato, quindi si guarda alla prossima stagione: mi sembra una mossa tattica quella del Presidente del Napoli, sempre astuto sotto questo punto di vista, per cercare di mettere Conte in difficoltà. Naturalmente le sirene nei confronti del tecnico azzurro non sono poche, soprattutto in ambito nazionale. Sono due caratteri molto forti, lo sappiamo, e sicuramente le caratteristiche di entrambe le parti non sono facili. Un eventuale addio di Conte arrecherebbe un danno al Napoli anche nelle programmazioni del calciomercato: questo è un momento in cui si inizia a programmare la prossima stagione e sicuramente un cambio di guida tecnica cambierebbe anche le strategie del club rispetto ai giocatori da focalizzare. La leggo come una mossa in contropiede da parte del patron azzurro, in attesa che il campionato si chiuda e tutte le caselle vadano al loro posto".

Come andrà a finire questa telenovela?

"Faccio veramente fatica a dirlo. I caratteri dei due sono molto forti, quindi il gioco va tutto a scivolone in questo caso. Sicuramente le sirene nei confronti di Antonio Conte saranno importanti: qualora venisse messo alle strette dalla Juventus, Conte secondo me ci penserebbe, però poi bisognerebbe chiedersi quanto può dare un allenatore che si trova in una posizione in cui non voleva essere. Già quest'anno abbiamo visto quante lamentele sono arrivate da parte del tecnico azzurro, quasi come fulmini a ciel sereno, sia nei confronti dello staff che della società, degli infortuni, del centro sportivo. Averlo qui un anno controvoglia, come ultimo anno alla chiusura del ciclo, non sarebbe un anno facile".

Secondo te lui ha davvero intenzione di andarsene?

"Secondo me ci sta pensando. Quando un allenatore dice 'se ne riparla a fine stagione, c'è un contratto', è come buttare la palla in tribuna. Però sei partite è tardi, comincia a essere tardi. Parliamoci chiaramente: io sono dell'idea che bisogna decidere tutto entro venti giorni. Penso che dopo Como-Napoli il Napoli dovrebbe essere qualificato in Champions, sperando di fare sei punti nelle due gare in casa, contro Lazio e Cremonese. Poi vai a Como, dove casomai ti porti a casa un pareggio per mantenere le distanze, e il Napoli con tre partite alla fine la Champions la mette in ghiaccio. Perché non parlare prima? Io credo che il 5, il 6, il 10 maggio si stia facendo tardi e bisogna mettersi a tavolino. Il fatto che non se ne voglia parlare prima mi lascia pensare. Se le cose non sono già in chiaro, mi lascia pensare. De Laurentiis ha parlato molto chiaramente e dall'altro lato si sta riflettendo".

Quanto è vera la prospettiva di Conte alla Nazionale? È quello il vero motivo del suo dubbio sul restare al Napoli?

"Sicuramente Conte è insoddisfatto delle potenzialità di mercato. Lo aveva dichiarato in autunno quando disse 'ho capito che a Napoli queste cose non si possono fare'. Ma mi verrebbe da dire che il mister scopre un po' l'acqua calda, se vogliamo. Napoli è una piazza, è una società solida, ma che si mantiene su determinati principi: sono dei capisaldi che hanno permesso a questa società di costruire nel tempo, con lungimiranza, una grande squadra. Non è una squadra classica da Premier League o, se vogliamo restare in casa nostra, come l'Inter, che spende in deficit con bilanci negativi senza progettare il futuro. Napoli non era una squadra che comprasse solo top player ieri, e non lo è oggi".


Marcello Framondi a Difendo la Città
Altre notizie
PUBBLICITÀ