Conte via, Coppola: "Pensavo potesse durare di più a Napoli"
Nando Coppola, ex portiere del Napoli, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Conte-Napoli, cosa non ha funzionato secondo te in questa stagione?
"Intanto mi dispiace, non pensavo, anzi pensavo fosse un binomio De Laurentiis-Conte che potesse funzionare per più tempo. Detto questo, certe dinamiche bisogna star dentro per capire il perché poi, da fuori, ci si fanno solo interrogativi ma non si ha mai la certezza. Sicuramente il mister è molto esigente, lo è con se stesso e con le persone che lavorano con lui. Forse la causa va ricercata in questa direzione, non parlo di ambizioni che non sono coincise perché penso sia difficile non essere ambiziosi a Napoli, viste le aspettative della piazza, le aspettative che si creano con gli acquisti e con i personaggi che poi lavorano per il Napoli. Sicuramente non è coinciso probabilmente sulla programmazione, magari più ad ampio raggio quella del presidente, mentre il mister chiede comunque di provare a vincere sempre, subito. Probabilmente è questo, ma ripeto: stare fuori è sempre difficile per commentare, bisognerebbe vivere certe cose."
Un giudizio su questo biennio di Antonio Conte sulla panchina del Napoli e su quale Napoli troverà chi arriverà dopo di lui?
"Guarda, parto dalla seconda domanda: sicuramente la mentalità, la voglia di vincere, il non accontentarsi è nel DNA di Conte e difficilmente non trasmette questo ai propri giocatori e all’ambiente dove lavora. Poi per quanto riguarda il biennio di Antonio Conte, non bisogna farsi condizionare dal fatto che il Napoli quest’anno non abbia vinto lo Scudetto. Il Napoli come obiettivo principale, come società, si è sempre dato quello di andare in Champions League e l’obiettivo è stato centrato. L’anno scorso ha vinto, sicuramente prendendo Conte le aspettative si alzano, il livello si alza, però probabilmente non si pensava che potesse arrivare subito il tricolore. Di conseguenza il giudizio è positivo, molto positivo. E se oggi il Napoli ha un piccolo rammarico, dico che Conte ha vinto perché è riuscito a inculcare la sua mentalità, quella di non accontentarsi. Se il sentimento è questo, nonostante un possibile secondo posto ancora raggiungibile, ma comunque la qualificazione in Champions, è sicuramente da valutare positivamente."
Nando, un tuo giudizio sulla stagione di Milinković-Savić?
"Ma guarda, allora, diciamo che prima di approdare al Napoli era sicuramente il portiere che era cresciuto maggiormente offrendo delle ottime prestazioni a Torino. Io conosco la piazza di Torino, ci sono stato, è una piazza molto esigente, altrettanto difficile, per cui riuscire a esprimersi a buoni livelli a Torino è sicuramente un buon biglietto da visita. Detto questo, ha sempre alternato, da un punto di vista tecnico parlo, prestazioni ottime ad altre meno convincenti e sicuramente per valutare un portiere questo non è il top. Il portiere più è costante, meglio è. Se un portiere sta su un rendimento da 6 è molto meglio rispetto ad avere up and down con prestazioni da 8-9 e poi da 5-4. Ovviamente non parlo di Milinković quest’anno, però è un portiere che non ha questa costanza di rendimento. È venuto a Napoli, come hai detto giustamente, per determinate caratteristiche: la squadra riponeva in lui grande fiducia per il gioco podalico. Detto questo, sicuramente lui stesso non può essere pienamente soddisfatto, perché a Napoli non basta. Ogni partita alzi l’asticella e devi dare sempre di più per mantenere quegli standard."