Conte via? Corbo: "Col Napoli strade destinate a separarsi per un semplice motivo"
Antonio Corbo, giornalista, editorialista di Repubblica, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Qual è la situazione legata al futuro di Conte e alla possibilità di un suo addio? E come si inserisce il nome di Maurizio Sarri?
"La partenza di Conte da Napoli non è scontata perché occorre un passaggio, cioè che lui a fine campionato, comunque dopo aver raggiunto la qualificazione Champions, è giusto che parli con il Presidente. Le strade sono destinate a dividersi perché ci sono due prospettive diverse, prospettive personali. I rapporti di amicizia mi sembrano buoni e si sono rispettati per molto tempo, però Conte è un allenatore che ha, direi, lodevolissima ossessione della vittoria. Quindi dei cicli brevi: lui sta poco tempo in un club, tenta di portarlo in poco tempo allo scudetto o alla vittoria finale e poi preferisce cambiare, anche perché la sua preparazione è molto intensa, soprattutto sul piano psicologico. Lui è uno che dà una carica molto forte, però questi rapporti intensi finiscono per logorare non solo i rapporti, ma anche gli aspetti psicologici e quindi è giusto che vada in un ambiente nuovo perché la sua carica diventi di nuovo molto efficace. Da una parte c'è una società che ha bisogno di rimettere a posto i conti. I conti in ordine sono stati il segreto del successo degli anni di De Laurentiis, che è riuscito sempre a portare la squadra in campo europeo e a tenerla ad alti livelli, però ci vuole un’amministrazione molto oculata. Negli ultimi due anni, forte della promessa ricevuta da De Laurentiis, Conte ha potuto chiedere molti acquisti, anche uno staff molto numeroso e qualificato, e quindi il Napoli ha speso abbastanza e sono svaniti quelli che erano i tesoretti, come i compensi per Osimhen e Kvaratskhelia. A questo punto il Napoli deve ripartire con ingaggi più modesti, più giovani di talento e di prospettiva, anche per avere plusvalenze che nella storia economica del Napoli rappresentano una fetta importante dei ricavi. Negli ultimi otto anni il Napoli, con le plusvalenze, ha ottenuto il 21% dei ricavi: è una quota che non può mancare. In questi ultimi due anni il Napoli ha speso tanto, circa 300 milioni per acquisti, e ha incassato 150 milioni da Osimhen e Kvaratskhelia, però non può continuare a spendere così."
È per questo motivo che si pensa anche al ritorno di Maurizio Sarri?
"Sta pensando a Sarri, sì, perché alle volte i cronisti si fanno aiutare anche dalla logica. Chi può essere l’allenatore del Napoli? Questa è ancora una voce, però è credibile perché il Napoli ha dimostrato di saper giocare benissimo con il 4-3-3, come se fosse il suo DNA. E chi, se non Sarri, è il maestro del 4-3-3, conosce la squadra e ha una gestione competente ma anche molto equilibrata, direi non stressante. È un uomo padrone della sua situazione, tranquillo, un allenatore che fa benissimo la sua parte senza coinvolgere emotivamente tutta la squadra. Mi dicono che Conte tenga tutti sotto pressione, società, staff medico, magazzinieri, guardiani del campo: dà una forte carica a tutti, ma questo può diventare un dispendio psicologico. Invece serve una gestione competente e vincente, perché i 91 punti di Sarri non li dimentica nessuno, ma allo stesso tempo più pacata."
Conte è consapevole che, anche con cambiamenti economici e tecnici, il Napoli può restare ad alti livelli?
"Conte lo sa. La squadra è pronta per rifare un campionato importante: se togli gli infortuni, alcuni dicono 31, altri 43, è una squadra che ha dimostrato di sopravvivere alla malasorte perché ha giocato a livelli comunque accettabili, non brillanti, tranne l’ultima partita in casa. Questa è una squadra attrezzatissima. Il Napoli di quest’anno, sul piano potenziale, era più forte e con una migliore varietà di ricambi rispetto a quello dell’anno scorso. Il Napoli ha vinto lo scudetto con una squadra inferiore a quella di quest’anno."
Che ricordo hai della stagione di Sarri e di quel campionato sfiorato?
"Non dimentichiamo che con Sarri il Napoli non ha solo sfiorato lo scudetto, lo avrebbe meritato. Sappiamo cosa è stata quella partita Inter-Juventus. Quella è stata la gara che ha portato il Napoli fuori strada: lo scudetto sarebbe stato meritato quell’anno."