Corbo: "Conte almeno in confidenza dovrebbe dire ad ADL cosa vuole fare"
Antonio Corbo, giornalista di Repubblica, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Oggi si parla molto del futuro di Antonio Conte e delle dichiarazioni di De Laurentiis: come interpreti questa situazione?
"De Laurentiis è sempre molto abile quando gli interessa un obiettivo e il suo obiettivo è doppio in genere: fare il bene del Napoli e fare anche il bene di se stesso, perché con Conte a Napoli c’è una situazione di piazza abbastanza tranquilla. Conte è un allenatore scomodo e nello stesso tempo comodo perché si prende tutte le responsabilità e quindi per un dirigente, per un presidente, è un’opportunità. Detto questo però quello che dice il presidente è anche un momento di grande onestà nell’interesse del Napoli, perché è giusto che Conte coltivi le sue aspirazioni, che pensi alla nazionale. Il titolo del mio articolo su Repubblica.it è Conte tra due amori, il Napoli e la nazionale. Però la situazione della nazionale è in evoluzione e non credo che prima di giugno si risolverà, perché deve essere prima eletto il presidente e c’è una guerra incredibile. Però è giusto che Conte dichiari le sue aspettative, perché Conte un giorno ha detto: mi sembra chiaro che dovendo prendere un allenatore per la nazionale al posto di Gattuso si pensi al mio nome, e questo è giusto. Poi, dopo la pessima partita del Napoli a Parma, ha detto che lui non c’entra niente: il fatto che abbia voluto rimuovere questo tema dall’intervista è la prova che non gli dispiace pensare alla nazionale."
Quindi cosa dovrebbe succedere adesso tra Conte e De Laurentiis?
"Io credo che da oggi, con questa dichiarazione, Conte debba in qualche modo spiegare che cosa vuole fare, almeno in confidenza: non lo dica ai giornali, non lo dica in pubblico, però a De Laurentiis ha il dovere di dire quello che pensa. È un dovere di Conte dire anche in maniera riservata quello che pensa. Io credo che da questo momento De Laurentiis abbia il diritto di guardarsi intorno, non di assumere un nuovo allenatore, ma eventualmente di bloccare i possibili eredi. Precedenza a Conte: se vuole rimanere il contratto è suo, è già firmato e quindi rimane Conte. Però se Conte non vuole rimanere oppure vuole tenere il Napoli un po’ in sospeso, De Laurentiis ha tutto il diritto, nell’interesse del Napoli e della società, di guardarsi intorno e di coltivare delle ipotesi almeno, di avere subito un nome pronto da bloccare in caso di partenza di Conte."
Un’ultima domanda su De Bruyne e la sua difficoltà a incidere: come lo hai visto?
"Sì, però bisogna… secondo me, allora parliamo di Conte: io sono stato in televisione su Rai 2 al Processo al Novantesimo e ho parlato ovviamente in maniera positiva di Conte, del Napoli, di tutto, però due cose non potevo non dirle. La prima è che è singolare non far giocare per un’ora Alisson Santos, perché è l’unico che dà velocità e brio, altrimenti la squadra mi sembra un po’ cadenzata. La seconda è che così come mette il centrocampo Conte, pur di mettere tutti e quindi poi esclude Alisson, è un centrocampo che produce con troppa lentezza, con passaggi ripetitivi, che non va in profondità, con un ritmo troppo lento. Quindi a questo punto io credo che De Bruyne possa giocare, debba giocare però in condizioni tattiche diverse: bisogna trovare qualcosa che lasci degli spazi per la profondità e dei territori per la profondità, perché altrimenti il Napoli rimane lì, ingabbiato a centrocampo per una overdose di classe."