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Corbo: "Futuro Conte? Non ci saranno più i 300mln spesi in due anni per 24 giocatori"

di Arturo Minervini

Antonio Corbo è intervenuto durante Il Bar di Tutto Napoli su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Tre punti pesanti per la corsa Champions. Quanto cambia ora lo scenario?
"La qualificazione alla Champions League è fondamentale. Mancano undici giornate e quei 60–70 milioni garantiti dall’accesso alla competizione sono decisivi. Solo dopo si potrà programmare davvero il futuro".

Che sensazioni ci sono sul futuro di Conte?
"Il rapporto tra Conte e De Laurentiis è oggi più maturo. Hanno un buon rapporto, ma devono ancora sedersi e parlare concretamente. La decisione spetta soprattutto a Conte: ha un altro anno di contratto e il presidente ne rispetterà i termini. Il punto è capire se Conte accetterà un Napoli diverso. Non ci saranno più i 300 milioni spesi in due anni per 24 giocatori. Il club deve entrare in una fase di austerità: giovani, ingaggi più contenuti, sostenibilità economica. De Laurentiis finora ha concesso molto, forse troppo. Ora il bilancio impone prudenza. Conte, allenatore di fama internazionale e con ambizioni europee, deve decidere se sposare un progetto più guardingo.

Che tipo di mercato attende il Napoli?
"La rosa è mediamente giovane ma senza grandi margini di plusvalenze, tranne rarissimi casi. Serve ripensare il modello: investire su giovani di prospettiva, come già fatto a gennaio con un profilo di 23 anni, mantenendo equilibrio nei costi. Se il Napoli vuole restare autonomo e non dipendere da capitali esteri o da debiti onerosi, deve programmare con grande attenzione".

Gli infortuni sono un alibi o c’è qualche responsabilità nella gestione?
"La serie di infortuni è stata drammatica e rarissima. Ma il Napoli deve individuare le cause. Può essere un problema di carichi di lavoro, di recuperi, di programmazione atletica. Non posso dirlo io. La società deve capire cosa è successo e prevenire che si ripeta. Serve anche un lavoro mirato di recupero fisico a fine stagione: il calciatore è una piccola azienda, deve rimettersi a posto. In passato si facevano cure specifiche per eliminare le scorie dell’annata. Oggi va fatto lo stesso, con professionalità".

Quanto peseranno i recuperi in questo finale?
"Sono importanti, ma attenzione ai tempi di reinserimento. Un conto è tornare in campo, un altro è essere al 100%. Abbiamo visto anche Lukaku: gol decisivo, emozionante, ma atleticamente non ancora al top. Conte stesso lo ha ammesso. Il rischio ricadute è alto se si forza troppo".

A Verona ancora cori razzisti contro Lukaku. Che riflessione fai?
"È una pagina sporca. Ma è lo specchio di un’epoca di valori confusi, dell’Italia cattiva dei social, dell’anonimato che alimenta la viltà. Viviamo una stagione di tensioni globali, di conflitti e incertezze. I cori sono un problema serio, ma fanno parte di un quadro più ampio di imbarbarimento".


Antonio Corbo a Il Bar di TuttoNapoli
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