Corbo: "Scudetto ormai è una lotteria. Su ogni gol il VAR può trovare qualcosa..."
Antonio Corbo, editorialista di Repubblica, è intervenuto nel corso di Pausa Caffè, trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (qui per Iphone o qui per Android).
"Gli arbitri sono sempre alla ricerca di un protagonismo. Protagonismo è uguale potere. Puoi fare mille riforme del mondo arbitrale, però in loro c’è questa vocazione al protagonismo. Protagonismo che si realizza con una finalità onesta e buona, di un protagonismo fine a se stesso: una voglia di imporre un personaggio autoritario che, nel mito del “vecchio del bello”, diventa popolare e quindi è il sogno dell’italiano che vuole emergere e affermarsi nel calcio attraverso un esercizio di autorevolezza e, in qualche modo, di discrezionalità.
Però l’esperienza mi insegna che molte volte gli arbitri ne hanno fatto una questione, hanno rivelato dei piani di concretezza. Uno, per esempio, sono le battaglie che loro hanno fatto, purtroppo o per fortuna, le spinte dalla Federcalcio quando volevano modificare lo spazio nella votazione del nuovo presidente federale. Agli arbitri, che sono una componente piccola, marginale nella votazione, spetta il 2%. Loro si sono battuti a vuoto per avere addirittura più spazio del 2%, perché vogliono in qualche modo entrare pesantemente, o comunque con più spazio, nella direzione federale.
Il VAR è una cosa fondamentale, è stata una bellissima iniziativa, molto importante, perché non deve abolire gli errori, deve ridurli e soprattutto deve ridurre le polemiche, perché il calcio muore di polemiche. Se un gol viene convalidato o non convalidato e c’è il fotogramma che ti dice, come spesso succede sul fuorigioco — che è la parte meglio documentata — il tifoso, l’allenatore che ha perso o quello che ha vinto, tutti si rendono conto che anche tre centimetri rappresentano un diritto alla conferma del gol o all’abolizione del gol.
Che cosa succede? Succede qualcosa di più grave, e la partita Napoli-Verona dimostra questo: la casualità sospetta degli interventi. Perché dopo ogni gol, se tu rivedi ogni gol e vai un po’ indietro con il fotogramma, certamente trovi un fallo. Il famoso pelo nell’uovo per ogni azione, il cavillo che in qualche modo vizia l’azione, e quindi tu hai tutto il diritto — legittimo, purtroppo — di abolire un gol che invece testimoniava la superiorità di una squadra sull’altra. Allora che cosa succede? Succede che lo scudetto diventa una lotteria, perché se c’è una squadra per la quale ogni volta che segna un gol si va a rivedere tutta l’azione e trovi il cavillo, il pelo nell’uovo, ecco che il Napoli si ritrova con due gol in meno".