Crisi Hojlund, Forgione: “Va messo nelle condizioni di segnare, così lo bruci”
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).
Antonio Conte manager, ha fallito secondo te? “Sì. Questo lo possiamo affermare con serenità. L’ho già detto qualche tempo fa e lo confermo. L’ascoltatore ha questa idea e non posso che ribadirla. Basti pensare a Langa e Lucca, giocatori da lui indicati e poi bocciati a gennaio. In un certo senso si è anche contraddetto da solo. Forse deve fare ancora qualche esperienza di questo tipo per diventare davvero un allenatore-manager completo".
Conte ha anche elogiato Fabregas e alcune sue scelte di mercato…
“Sì, ha fatto un po’ di autocritica, o comunque qualche ammissione implicita. Ha elogiato anche Butez, portiere costato 2 milioni, mentre altri profili come Milinković-Savić sono costati molto di più. Per il tipo di gioco che vuole, forse servono profili diversi”.
Si parla molto di Sarri. In caso di addio di Conte, sarebbe il primo nome per il Napoli. Sarebbe la scelta giusta? “Da quello che emerge, lo scenario sembra chiaro: Conte è la prima scelta. Se resta, De Laurentiis è contento. Se va via, Sarri è pronto. Detto questo, Sarri non è più lo stesso di qualche anno fa: il calcio è cambiato. Il rischio è quello di confrontarlo sempre con il Napoli del 2016-2018, che era straordinario. Quel ciclo è stato irripetibile, e bisogna dirlo con onestà”.
C’è chi dice che con Conte si è più forti, con Sarri si retrocede…
“Non parlerei di “20 passi indietro”. Conte ha avviato un ciclo, la squadra non è da rifondare ma da ritoccare e completare. Con qualche intervento mirato e un lavoro più ordinato si può migliorare ancora. Io sarei per continuare con Conte, se possibile. Se poi decidesse di andare via, allora si aprirebbero altri scenari, ma sempre con prudenza”.
Si parla di possibili 4-5 cambi importanti e mercato tardivo. Questo può incidere sulle scelte dell’allenatore? “È tutto molto incerto. Non è chiaro cosa voglia davvero ciascuna delle parti. Siamo davanti a due figure forti e carismatiche, ma che hanno comunque un buon rapporto personale. Non siamo ai livelli di rottura del passato con altri allenatori. Conte e De Laurentiis parleranno e decideranno insieme. Non credo a imposizioni da una parte o dall’altra. Alla fine conterà il confronto e la progettualità”.
Lobotka, Olivera e Rrahmani sono migliorati con Conte? “È difficile parlare di miglioramenti individuali in un contesto come questo. Il Napoli oggi non è una squadra che valorizza al massimo le individualità. È un gruppo che soffre e gioca in modo molto bloccato. Rrahmani dà sicuramente solidità, ma non parlerei di grandi progressi generalizzati”.
E Højlund? “Højlund ha qualità importanti, soprattutto in campo aperto. Ma quest’anno non ha avuto le condizioni per esprimerle. Riceve pochi palloni giocabili, spesso spalle alla porta o in situazioni difficili. Se lo si compra definitivamente, bisogna anche metterlo nelle condizioni di rendere, altrimenti rischi di bruciarlo”.