CronacheSpogliatoio, Giorgino: "Napoli ha perso punti anche con rosa al completo"
Antonio Giorgino, giornalista e conduttore di Cronache di Spogliatoio, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video o in auto col DAB Campania.
Che idea ti sei fatto di questo percorso del Napoli, così turbolento e particolare, con grandi alti, vittorie, ma anche momenti di forte difficoltà e una rosa spesso ridotta all’osso?
"È un anno particolare. Dare continuità a una vittoria non è mai semplice, lo abbiamo visto spesso. Con Conte poi si vive sempre tra sprint e maratona: è straordinario quando c’è da tornare a vincere, come ha fatto con Juve, Chelsea e Inter, ma tende a spremere molto i giocatori. Quest’anno, complice una marea di infortuni, bisognerà anche interrogarsi sulle ragioni di tutto questo."
Questa parte finale di stagione può essere decisiva?
"Sì, secondo me ora arriva la fase più significativa. Lo Scudetto oggi sembra un sogno proibito, anche per il distacco dall’Inter e per la concorrenza di Milan, Juve, Roma e altre. Però una partita a settimana è la condizione ideale per Conte, che ama preparare ogni gara come una finale. Io non dubito che il Napoli possa qualificarsi in Champions."
Il percorso europeo invece è stato molto deludente. Alla fine Conte ha confermato le difficoltà sul doppio impegno?
"Sono rimasto molto sorpreso e deluso dall’eliminazione. Non solo per Copenaghen, ma per partite come quelle con PSV, Eintracht, Benfica: anche con una rosa non in emergenza, il Napoli è stato spesso deludente. È un’uscita che non rende onore a una squadra che ha investito tanto e che avrebbe potuto dire la sua in Europa."
Ridurre tutto al calendario e al doppio impegno è troppo semplice?
"Sì, è riduttivo. Il Napoli ha perso punti anche con la rosa quasi al completo. Conte è uno da sprint, Allegri è più maratoneta: Conte trascina, motiva, crea picchi emotivi incredibili. Basta pensare alla rimonta a San Siro contro l’Inter, quella partita solo il Napoli poteva riprenderla in quel modo."
Gli infortuni però sono stati tantissimi. Come li spieghi?
"Gli infortuni non sono mai un alibi totale. Possiamo parlare di calendario e densità di partite, ma non tutte le squadre hanno avuto questi problemi. Alcuni giocatori sono arrivati già malandati, altri si sono fatti male strada facendo. Anguissa è un pilastro, De Bruyne lo abbiamo visto pochissimo, Lukaku è partito fuori. Tutto questo ha cambiato anche i piani di Conte."
A Napoli si discute molto della gestione del gruppo da parte di Conte. Secondo te ha sbagliato qualcosa?
"Il dibattito ha un fondamento. Conte tende a lavorare con un blocco ristretto di giocatori, anche quando la rosa è più ampia. Storicamente è così: costruisce il suo percorso con un gruppo fidato, motivazioni alte e poche rotazioni. Però non voglio pensare che sia solo questo, perché Conte resta un allenatore straordinario."
Parliamo dei nuovi: Giovane e Alisson Santos. Che spazio potranno avere?
"Mi aspetto almeno di vederli ogni tanto in campo. Senza Champions e senza altri impegni europei, qualche spazio in più potranno trovarlo. Non credo però che avranno tantissimo minutaggio da titolari."
Secondo te potranno comunque essere decisivi?
"Sì, perché nel calcio moderno, con cinque sostituzioni, i cambi sono fondamentali. Giovane e Alisson possono cambiare ritmo entrando dalla panchina. Non credo giocheranno molte partite da titolari, ma questo non significa che non possano incidere."
Ti faccio il giochino finale: firmi per Coppa Italia e quarto posto, rinunciando alla lotta Scudetto?
"Sì, firmerei. Perché lo Scudetto oggi mi sembra molto complesso. Vincere due trofei, Supercoppa e Coppa Italia, e qualificarsi in Champions sarebbe comunque una stagione positiva. Alzare un trofeo a maggio è sempre importante."